Lotte tra “Compagni” PDF Stampa E-mail
Conversano - Storia e uomini d’altri tempi  /  Scritto da Luigi P. Marangelli - Venerdì 23 Novembre 2012 09:36

Nel settembre 1946 i compagni organizzarono uno sciopero di netturbini contro l’amministrazione. I rapporti tra Sciannamblo e Guglielmi erano al punto di rottura. Intervenne la Federazione di Bari col diffidare il segretario. Costretto così a un comportamento meno aspro che lo estromise da un ruolo di preminenza. I toni “forti” erano il suo “forte”. 

Alla segreteria della sezione, dopo Sciannamblo, andò Cosimo Scattone per breve periodo, e nel 1949 – 1951 Cosimo Amotta, ciabattino. Questi clamorosamente passò alla Dc nel 1951. Come Togliatti aveva definito Cucchi e Magnani “pidocchi nella criniera di nobili destrieri”, così tale marchio fu impresso all’umile ciabattino.  Alla sua successione fu eletto il prof. Oronzo Marangelli che dette forte impulso ai problemi della condizione femminile valorizzando Giuseppina L’Abbate. Alle amministrative del 1952, della lista comunista Garibaldi con il capolista Marangelli, furono eletti L’Abbate, Teofilo, Nardomarino e Bolognino. Il bersaglio dei compagni diventò il capogruppo Marangelli, che «per dissensi con il gruppo di appartenenza» si dimise il 3 aprile 1953. La causa fu il non aver esposto, in occasione della morte di Stalin (5 marzo 1953) la bandiera listata a lutto dinanzi alla sezione del partito e il rifiuto di commemorarlo in apposito comizio e in seduta consiliare. Al funerale di Stalin a Mosca in delegazione con Togliatti era andato Nenni, premio Stalin per la pace. Nel 1956 Krusciov denunciò il culto della personalità di Stalin e poi i suoi crimini nel 1958. (Cfr. O. Marangelli, Storia di Conversano, a cura di L.P. Marangelli, Foggia 1999, pp. 154-156). Il prof. Marangelli, secondo antica consuetudine per coloro che abbandonavano il partito, fu espulso.         

Da vecchi e nuovi dirigenti del PCI gli intellettuali, o meno pomposamente, i compagni istruiti, erano visti come il fumo negli occhi. Il loro impegno raccoglieva entusiastico consenso tra operai, braccianti e contadini. E risultati elettorali. Nella competizione per le amministrative del 1956 il PCI fu assente poiché i dirigenti erano «intenti a farsi i fatti loro» come stigmatizzò Oronzo Marangelli in un volantino. Neppure un comizio. Che all’epoca era il solo mezzo di diffusa comunicazione con i cittadini. I risultati elettorali registrarono una perdita di consensi del 25% rispetto a quelli del 1952.

 

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