1946: Costituente e referendum istituzionale PDF Stampa E-mail
Conversano - Storia e uomini d’altri tempi  /  Scritto da Luigi P. Marangelli - Giovedì 14 Febbraio 2013 10:15

Oronzo Marangelli nel solco tracciato da Giuseppe Di Vagno

A settembre del 1943 dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943)  O. Marangelli con l’avv. Osvaldo Marzano, sfollato da Bari, istituì la sezione del Pci a Conversano. Sarà osteggiato da pervicaci stalinisti. Il segretario Vito Sciannamblo ometterà di fare il suo nome, al CLN, per la nomina a sindaco di Conversano, nell’agosto 1945.

Oronzo Marangelli, presidente del CRAL, organizzò le manifestazioni del I maggio 1945. Un corteo immenso con la partecipazione dei contingenti alleati ed anche di indiani nei loro costumi caratteristici. La segreteria comunista di Vito Sciannamblo, poco accetta al popolo di sinistra, priva di iniziative, cercò di mettere il cappello sulla manifestazione con l’incitare i partecipanti contro le abitazioni di imputati dell’omicidio di Di Vagno nel nuovo processo che si teneva a Bari.

O. Marangelli nella sede del Pci, in piazza XX Settembre n. 6, organizzava corsi di politica per lavoratori di entrambi i sessi per illustrare le ingiuste e discriminanti condizioni di lavoro e di salario.  

Il 2 giugno 1946 si votò per la Costituente e per il referendum istituzionale. La Curia si schierò per la monarchia che conseguì, a Conversano, il 75% dei suffragi (A Bari il 61%, in Puglia il 68%, a Napoli il 78%, in Campania il 77%). Votarono per la monarchia i democristiani e gli aderenti al Fronte Uomo Qualunque, ossia liberali e fascisti. Le vecchie tradizioni feudali a Conversano facevano sentire il loro influsso. Solo la sinistra, col suo 25%, si dimostrò aperta a nuove forme istituzionali, lasciandosi convincere dalla parola di Oronzo Marangelli.    

Iniziò la guerra fredda tra i due blocchi. Cominciò subito l’impegno anticomunista del Vescovo Falconieri. Con la circolare del 14.4.46, per la prima volta, fu permesso persino alle suore di clausura di uscire dai conventi per esercitare il diritto di voto.  

Nei suoi comizi, O. Marangelli vanamente esortava i giovani a raddrizzare la schiena e iscriversi al Pci anche a costo di farsi perseguitare ed emarginare, come candidamente ammette il sen. Francesco Cossiga nel 1997 dinanzi alla Commissione stragi: «I comunisti italiani sono stati pesantemente discriminati per 50 anni e talvolta perseguitati: li abbiamo licenziati e controllati». (Cfr. Commissione Stragi. Resoconto stenografico audizione del sen. Francesco Cossiga - Giovedì 6 novembre 1997, p. 55)

Il Prelato intervenne nel governo della città addirittura nella prima amministrazione social-comunista del 1946 guidata dal sindaco comunista Luigi Guglielmi. Questi fu accusato di... collusione col nemico dai compagni rivoluzionari, memori del vescovato del Lancellotti. Con il Vescovo si era recato a Roma per risolvere problemi connessi all’Amministrazione. Invece di incolpare (e di ché!?) il vescovo, misero sotto accusa il compagno. Il sindaco non ebbe scampo nella lotta che vide la segreteria del suo partito organizzargli contro uno sciopero dei netturbini. Il segretario della sezione, Vito Sciannamblo, si ebbe la diffida dalla Federazione.

In vista delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, Luigi Gedda, su incarico di S.S. Pio XII, istituì i Comitati civici. Organizzazione che, con propaganda capillare, orientava il consenso verso la Democrazia cristiana. Tali comitati, a Conversano, erano promossi dall’Azione Cattolica. La statua di una Madonna veniva ospitata a turno da nuclei familiari.

A Conversano la DC riportò il 66,82% dei voti, contro il 21,19% del Fronte Popolare. Un successo strepitoso. In campo nazionale, infatti, lo Scudo Crociato riportò il 48% mentre il Fronte Popolare il 31%.

Nel 1949 arriverà la scomunica ipso facto, per coloro che «difendono e propagano la dottrina comunista».

Nella mattinata del Lunedì in Albis, 10 aprile 1950, il sindaco Guglielmi fu oggetto di un duro attacco sferratogli dalla compagna Giuseppina L’Abbate che in un comizio gliene disse di tutti i colori minacciando di svelare «I fattacci che si combinavano nel Palazzo». Alle 15:00 fu fermata con l’accusa di vilipendio a pubblico ufficiale e trattenuta in caserma fino alla mezzanotte.

 

Commenta la notizia - Regolamento


Consigliati