Puglia Mon Amour



Ici, in arrivo diecimila avvisi di accertamento PDF Stampa E-mail
Monopoli - Attualità  /  Scritto da Maria Luisa Saponara - Lunedì 11 Ottobre 2010 17:41

ici44ox400_1MONOPOLI - Pioggia di cartelle pazze. L'opposizione, facendo un po' di controlli, ha stimato che in totale ne saranno spedite 10mila: 6mila sono state già inviate ai cittadini. Le lettere riguardano l'Ici del 2005.





 

"L'amministrazione – ha detto Antonio Pirrelli, il vicesegretario del Pd – è partita senza alcun avviso, senza informare dell'azione giudiziaria. E' partita direttamente con un'ingiunzione di pagamento ai cittadini. Tra l'altro – ha continuato durante la conferenza convocata dal partito mercoledì – a volte gli accertamenti riguardano somme irrisorie: per riscuotere 4 euro, si invia una raccomandata che ne costa 6. Torniamo indietro a due anni fa, quando si è verificata la stessa cosa. Il tutto per cercare di rispettare il patto di stabilità.
L'altra volta su 2milioni di euro che l'amministrazione pensava di riscuotere, nelle casse è entrato solo il 20%. Ciò vuol dire – ha concluso Pirrelli – che l'80% delle cartelle sono sbagliate". Per il consigliere Francesco Tamborrino si tratta della "conferma di una follia razionalmente premeditata. E' un'operazione dettata da tutt'altri motivi. In questo modo – ha aggiunto – si viola lo statuto del contribuente e si vessa il cittadino per allontanare il Comune dal rischio di sforare il patto di stabilità". Ma c'è di più. Per il consigliere in questa "finzione contabile" oltre al danno si aggiunge la beffa. "Per ogni avviso di accertamento scattano 2 euro a dipendente, visto che queste notifiche sono eseguite fuori dall'orario di lavoro, ricorrendo ai progetti obiettivo. Poi si devono aggiungere i 6 euro a raccomandata spedita. Dal momento che poi la gran parte di questi avvisi si rivela infondata, ci vorranno altri 2 euro a dipendente per la rettifica e altri 6 euro per inviare al cittadino una nuova raccomandata". Per il Pd tutta questa storia sta creando solo notevoli disagi ai cittadini, che tra l'altro difatti hanno solo
16 giorni (visto che l'ufficio tributi è aperto due volte a settimana) per andare a chiedere spiegazioni o per contestare le ingiunzioni di pagamento.

 

 

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