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Bancarotta fraudolenta per oltre 6 milioni di euro, arrestati due fratelli PDF Stampa E-mail
Monopoli - Cronaca  /  Scritto da Redazione - Martedì 26 Settembre 2017 11:57

Guardia di FinanzaMONOPOLI - Nella mattinata odierna i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno dato esecuzione ad una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei fratelli Domenico Alba, di anni 71, e Luca Alba, di anni 69, amministratori di una società di Monopoli operante nel settore della “costruzione di edifici residenziali e non”, entrambi residenti in Monopoli. I soggetti arrestati sono accusati, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta aggravata patrimoniale (ex artt. 216, comma 1 - n. 1) e 223, comma 1 - n. 1), del R.D. 16.03.1942 n. 267 e 110 C.P.) nonché di bancarotta documentale (ex art. 216, comma 1 - n.2). Il provvedimento è stato emesso al termine di una complessa attività investigativa svolta dai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, Articolazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Bari – specializzata nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari. Le indagini di polizia giudiziaria, sviluppate sia attraverso approfonditi accertamenti contabili, bancari e documentali, hanno permesso di far luce sul disegno criminoso, ideato ed attuato dagli amministratori pro-tempore, i quali, anche grazie alla collaborazione del professionista depositario delle scritture contabili e di altri complici aventi specifici incarichi societari, tutti indagati, hanno posto in essere condotte finalizzate alla distrazione e al depauperamento delle risorse economico-finanziarie della società per oltre sei milioni di euro. Già nella primavera scorsa i finanzieri avevano eseguito un Decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, avente ad oggetto l’opificio industriale con annessa palazzina per uffici, sede della società, oltre al terreno pertinenziale di mq. 12.539, situato in Monopoli, per un valore di €. 4.936.000. In particolare, è stato accertato che gli indagati, al fine di procurarsi l’ingiusto profitto in pregiudizio dei creditori, hanno posto in essere una complessa operazione di scissione societaria con conferimento di beni e ricchezze a favore di una società beneficiaria, appositamente costituita, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, conferendo contestualmente ad un’ulteriore società neo-costituita un patrimonio mobiliare (beni strumentali, arredi e rimanenze di magazzino) per circa 600.000 euro e ceduto crediti per oltre 100.000 euro. Inoltre, l’attento esame della contabilità ha portato alla scoperta di una gestione anomala della liquidità che ha determinato un’ulteriore distrazione per circa 1.400.000 euro.





 

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