|
Cultura e Spettacolo
|
|
|
Il museo Pino Pascali va in Montenegro |
|
|
|
|
Polignano a Mare -
Cultura e Spettacolo
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Domenica 13 Maggio 2012 13:07 |
POLIGNANO - La Fondazione Museo Pino Pascali in collaborazione con la Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, la Fondazione Gramsci di Puglia e il Ministero della Cultura del Montenegro, organizza una mostra d'arte contemporanea a Cetinije presso il Museo Nazionale d'Arte Moderna ubicato nel Palazzo Reale. Gli artisti invitati Dario Agrimi, Cristina Bari, Raffaele Fiorella, Michele Giangrande, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Francesco Schiavulli, Francesca Speranza, Giuseppe Teofilo e Nicola Vinci sono di formazione pugliese ma risultano inseriti in circuiti nazionali ed internazionali, in questa mostra presenteranno opere installative, sculture, pittura, fotografia.
La mostra è a cura di Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Pascali coadiuvata dai giovani curatori Antonio Frugis e Maria Paola Spinelli. Nel mese di settembre gli artisti montenegrini Irena Lagator, Danijela Mrsulja, Ana Pejovic, Marija Popovic, Djordje Rasovic e Natalija Vujosevic saranno ospitati nelle nuove sale della Fondazione Museo Pino Pascali a Polignano a Mare. La mostra dal titolo “Dialoghi Est/Ovest” è suddivisa in due sezioni, nel Palazzo Reale 'Sala Biljarde' le opere dei giovani e promettenti artisti pugliesi con l’intento di creare un dialogo virtuale e un rapporto vitale tra le due sponde dell’Adriatico, uno spazio visivo nel quale narrarsi e conoscersi, una preziosa occasione per definirsi gli uni rispetto agli altri pur conservando la propria identità.
Nella centralissima piazza Re Nicola di Cetinije è stata istituita la sede staccata del Museo Nazionale 'L'Atelier Dado' in omaggio all'artista surrealista Dado Duric, negli spazi del suo originario studio, è sorto un Centro per l'Arte sperimentale molto innovativo e attivo a livello nazionale e internazionale. Nell'Atelier Dado sarà ospitata la rassegna “Frontline/Video Collection”. Una selezione della collezione video della Fondazione Pino Pascali, gli artisti Lida Abdul (Afghanistan), Miki Carone (Italia), Donna Conlon (Panama), Adrian Paci (Albania) sono in primalinea nel denunciare e mettere in scena situazioni di disagio, sradicamento e perdita dell'identità, opere dal forte contenuto sociale ma trasmesse con il linguaggio poetico ed estetico dell'arte.
La mostra “Dialoghi Est/Ovest. La Fondazione Museo Pino Pascali in Montenegro” sarà inaugurata venerdì 18 maggio e resterà aperta fino al 22 giugno presso il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Cetinje.
|
|
Beautiful, la conferenza stampa al Covo |
|
|
|
|
Polignano a Mare -
Cultura e Spettacolo
|
|
Scritto da Sabrina Ruggiero
|
|
Mercoledì 09 Maggio 2012 18:25 |
POLIGNANO - Polignano si è trasformata per l’ennesima volta in un set cinematografico. A far impazzire le centinaia di fan, accorse anche dai paesi limitrofi, sono state le star della soap opera più seguita in tutto il mondo, “Beautiful”, che quest’anno compie 25 anni. Le scene, girate tra martedì e mercoledì, hanno riguardato il matrimonio molto suggestivo tra due personaggi noti al pubblico, Hope e Liam. Alle riprese hanno partecipato una cinquantina di comparse che hanno formato il corteo che ha accompagnato gli sposi sul ponte Lama Monachile e sulla scogliera sottostante la statua di Domenico Modugno. Come coreografia sono stati usati tanti aquiloni colorati che volavano nel cielo; le altre scene sono state effettuate nel centro storico, nella suggestiva Piazza dell’Orologio. Il cast era quasi al completo: Ronn Moss (Ridge), Katherine Kelly Lang (Brooke), Don Diamont (Bill), Kim Matula (Hope), Jacqueline Macinnes Wood (Steffy) e Scott Clifton (Liam). Gli attori si sono avvicinati ai fan per firmare autografi e scattare fotografie. Nel cast era presente anche un attore italiano vincitore dell’Isola dei Famosi 4, Luca Calvani, che ha rivestito il ruolo del sacerdote. Presente sul set anche una troupe di Canale 5 che ha effettuato le interviste al pubblico che assisteva alle riprese. Le puntate della soap, girate in Puglia, andranno in onda in Italia nella primavera del prossimo anno.
   
|
|
Beautiful, ciak a Polignano |
|
|
|
|
Polignano a Mare -
Cultura e Spettacolo
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Mercoledì 09 Maggio 2012 16:53 |
|
|
|
Femminicidio a Polignano con Safiya |
|
|
|
|
Polignano a Mare -
Cultura e Spettacolo
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Sabato 07 Aprile 2012 19:06 |
POLIGNANO - Le donne stanno cercando di mobilitarsi e creare dibattito ovunque in Italia sul Femminicidio e femicidio. Due parole che stanno entrando sempre più di prepotenza nel linguaggio quotidiano per l’esplosione di violenza nei confronti delle donne cui stiamo assistendo. In quest’ottica, l’associazione Safiya onlus, che fa parte dell’associazione regionale Donne di Puglia e di D.i.Re (Donne in rete contro la violenza). Ha organizzato un’ interessante iniziativa organizzata a Polignano a Mare, in provincia di Bari. «Come disse Betty Friedan, dare un nome al problema è essenziale per far sorgere consapevolezza e per poter agire», ha iniziato l’incontro Annamaria Montanaro, presidente di Safiya. «Distinguiamo quindi fra femminicidio, ossia tutte le forme di violenza di genere contro le donne in ambito pubblico e privato, che possono arrivare anche al femicidio, cioè l’uccisione di una donna in quanto tale».
Ospite dell’incontro è stata l'avvocata Barbara Spinelli, dell’Associazione “Giuristi Democratici”, che nel 2008 ha scritto un testo fondamentale su quest’argomento, intitolato Femminicidio - Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale (Ed. FrancoAngeli). Il libro prende spunto dalla vicenda delle donne assassinate a Ciudad Juarez in Messico, che ha avuto una forte cassa di risonanza mediatica e ha portato a una mobilitazione internazionale. “Lo spostamento delle rivendicazioni femministe su un piano “glocale” costituisce un efficace meccanismo politico di giustiziabilità dei diritti fondamentali basati sul genere, che connette la lotta delle donne italiane a quella delle donne di altri continenti: pensiamo ad esempio alla Raccomandazione all’Italia sul femminicidio ed alla condanna dello Stato messicano davanti alla Corte interamericana dei diritti umani per i femminicidi avvenuti nello Stato di Chihuahua, resa possibile grazie alla mobilitazione dei gruppi femministi messicani che hanno reclamato le gravi negligenze del Governo messicano nel prevenire indagare e reprimere tali crimini come una violazione sistematica dei diritti delle donne. E pensiamo agli effetti della sentenza “Campo Algodonero” della Corte interamericana dei diritti umani sulla sentenza “Opuz c. Turchia” della Corte Europea per i diritti umani…. “.
L'alleanza creata dall'attivismo femminista con gli organismi regionali e internazionali a tutela dei diritti umani, ha dimostrato che le donne possono essere esse stesse artefici del cambiamento, soggetti politici in grado di trasformare il punto di vista valido e consolidato sul precedente autoritativo. In tale ottica i Giuristi democratici hanno redatto un rapporto Ombra che, sulla implementazione della CEDAW in Italia, rappresenta un vero e proprio libro nero sulle principali violazioni dei diritti delle donne italiane quali garantiti dalla Convenzione. E’ la prima volta, dalla ratifica della Convenzione nel 1985, a cui ha aderito anche l’Italia, che un gruppo di donne, produce all’ONU un rapporto ombra della società civile, antagonista rispetto al rapporto governativo, che evidenzi le criticità e le mancanze rispetto alla (insufficiente) implementazione della Convenzione in Italia. Al Rapporto Ombra hanno aderito tutte le principali ONG italiane, ma anche ACLI, collettivi femministi, singole e singoli. Il Rapporto Ombra ha consentito che venissero indirizzate al Governo Italiano raccomandazioni estremamente forti e specifiche, relative a questioni ignorate o affrontate in maniera non adeguata sia sul piano politico che normativo dalle Istituzioni. Molte delle raccomandazioni potranno essere utilizzate per promuovere riforme legislative, questioni di costituzionalità e azioni di responsabilità nei confronti dello Stato italiano. Però, sia le disposizioni contenute nella Convenzione e nel Protocollo Opzionale, come tali raccomandazioni, non sono sufficientemente conosciute da tutte le amministrazioni, dalla società civile e tra le donne stesse. Inoltre la Convenzione, a suo tempo firmata, non ha ricevuto lo stesso grado di visibilità e di importanza riservato agli strumenti giuridici regionali, in particolare alle Direttive UE, e pertanto non è regolarmente usata quale riferimento giuridico per le misure, comprese quelle legislative, volte alla eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne e alla promozione dell’uguaglianza di genere. I diritti fondamentali delle donne spesso non trovano protezione adeguata per il solo fatto che non vengono accettati dal sistema culturale egemonico, quello patriarcale-maschilista, come norme fondamentali dell'ordinamento, ma vengono piuttosto considerate alla stregua di principi programmatici, dunque derogabili. Sull'etica dei diritti, quindi, prevale l'etica dei valori.
In definitiva esiste una ignoranza e superficialità in materia da parte del Istituzioni Italiane.
Barbara Spinelli ha inoltre evidenziato che , alla luce di quanto il Governo Italiano ha sottoscritto, è possibile iniziare azioni legali contro i violentatori e omicidi, anche in assenza della denuncia della vittima. Basterebbe una certificazione medica attestante la causa delle violenze e ferite.
Anna Pramstrahler dell’Ass. D.i.Re e della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna ha ricordato che le donne a Bologna stanno facendo un lavoro imponente di raccolta ed elaborazione dei dati sul feminicidio in Italia,per superare la pratica della cultura dell’occultamento della violenza di genere. Sarà allestita una Mostra delle Testimonianze Silenziose.
Giulia Sannolla di SudEst Donne, che ha collaborato al programma triennale contro la violenza sulle donne della Regione Puglia, ha illustrato i vari piani regionali per la costituzione di Centri Antiviolenza e Case di accoglienza, ma , a tal proposito, annamaria Montanaro ha evidenziato una burocratizzazione eccessiva e sospetta.
Madga Terrevoli della Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia, essendo Coordinatrice del Comitato promotore di una proposta di legge popolare, ha enunciato i contenuti di tale proposta per consentire alle elezioni regionali pari dignità e pari opportunità (50 e 50) alle donne come agli uomini, con l’introduzione anche della possibile doppia preferenza di genere.
Le tre giovani donne intervenuta, Sabrina Ruggiero, Miriana Labalestra e Ezia Chiarella, avendo effettuato un’analisi degli articoli comparsi su quotidiani locali, relativi a violenze sessuali sulle donne, hanno evidenziato quanto ancora sia carente nei media e nei giornalisti la reale conoscenza del fenomeno e quanto sia di parte e fuorviante “La violenza sulle donne tende a essere relegata nella sfera privata, mentre andrebbe collocata in quella pubblica e affrontata come problema sociale. Viene evidenziata molto la figura del maschio (carnefice), mentre quella femminile relegata a comparsa e mai considerata nella sua sfera personale”.
L’associazione Safiya è nata nel 2005 e si autofinanzia.
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 21 |
|