Maxi operazione antidroga, Giliberti nuovamente in carcere PDF Stampa E-mail
Putignano - Cronaca  /  Scritto da Redazione - Mercoledì 15 Gennaio 2014 15:27

giliberti cesareCRONACA - C'è anche il putignanese Cesare Giliberti, fioraio di 38 anni, fra i 30 arrestati in un'operazione antidroga nel tarantino e nel barese che coinvolge anche l' 'Ndrangheta. Giliberti pochi mesi fa era finito già in carcere per un'altra operazione antidroga.





Alle prime ore dell'alba di ieri, 14 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto ed i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Taranto, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari delle Compagnie Carabinieri di Taranto, Manduria, Massafra, Martina Franca e Castellaneta, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri Bari Palese ed unità cinofile antidroga ed antiesplosivo del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno e dei Comandi Provinciali del posto, per i rispettivi territori di competenza, hanno dato esecuzione, in provincia di Taranto, Bari, Brindisi, Matera e Pescara, a 30 provvedimenti cautelari (17 in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 5 provvedimenti di obbligo di dimora) emessi dal GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di "associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante della disponibilità di armi e munizioni". Le indagini, avviate dai Carabinieri nel 2009 sotto la direzione della D.D.A. di Lecce, e corroborate - per alcuni dei principali indagati - da analoghe ed attuali risultanze dalla Guardia di Finanza in una successiva e convergente attività investigativa avviata con la Procura della Repubblica di Taranto, hanno consentito di accertare come un pluripregiudicato tarantino, temuto dalla locale popolazione per la caratura criminale, avesse imposto la propria egemonia per lo spaccio della droga, gestendo un nutrito gruppo di giovani emergenti. Sono stati accertati tre canali di rifornimento dello stupefacente che giungeva a Taranto dalla vicina Bari, dalla Calabria e persino dalla Colombia per il tramite della Spagna. È stato anche individuato e sequestrato un laboratorio clandestino per il taglio e confezionamento della droga ricavato in un deposito di legna in disuso. Durante le perquisizioni sono state rinvenute e sequestrate droga ed armi.

Tra gli indagati 17 sono finiti in carcere, 8 ai domiciliari e 5 sono stati sottoposti a misure di prevenzione con obbligo di dimora. In carcere sono finiti, oltre al putignanese Cesare Giliberti, anche il 50enne nocese Paolo Locorotondo, Aldo Catapano (referente dell’omonimo clan e ritenuto il capo dell’organizzazione), Ferruccio Balestrieri, Ciro Bianco, Christian Briganti, Giuseppe Ciracira, Domenico Di Gioia, Fabio Ferrigni, Francesco Gaeta, Ottavio Gentile, Daniele Leale, Francesco Leale, Salvatore Maglie, Cataldo Missiano, Michele Puce e Cosimo Vena. Ai domiciliari invece: Mirko Albano, Antonio Durante, Nicola Gentile, Nuderin Kiptiu, Ivano Leale, Angelo Murciano, Roberto Mastrovito e Luciano Merletto. Obbligo di dimora, invece, per: Costantino Bianchini, Alessandro Lanzafame, Pietro Loscialpo, Francesco Leone e Ante Sandoval Sandra Patricia.

 

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