Giampaolo shock: 'Meglio un sindaco mafioso del sud' PDF Stampa E-mail
Rutigliano - Politica  /  Scritto da Redazione - Mercoledì 22 Ottobre 2014 16:53

IMG-6464 RutiglianoRUTIGLIANO - “Roma vergognati. Meglio un sindaco mafioso del sud”. Impazza sul web il poco felice post affidato a Facebook del consigliere comunale rutiglianese Nicola Giampaolo, che apostrofa in questa maniera il sindaco di Roma che, sabato scorso, ha trascritto nei registri di stato civile della capitale, i matrimoni celebrati all’estero di 16 coppie omosessuali. Le frasi erano a commento di due foto che ritraevano il primo cittadino di Roma con alcune delle coppie in questione. Molto forti e numerosi i commenti e le polemiche che hanno corredato il post, qualcuno a suo sostegno, molti a criticarlo, ai quali Giampaolo ha risposto senza indugi a sostegno delle proprie idee. “Sono felice - ha scritto ancora il consigliere nei commenti - che in questi giorni il Sinodo si è chiuso a favore della famiglia, quella composta da madre (donna), padre (uomo) e figli”. Facendone poi anche una questione di legge: “Affidare dei minori a coppie omosessuali è un atto deprimevole che va contro i principi sacrosanti rivendicati dalla carta internazionale dei diritti all’infanzia e dei diritti umani! Oltre a offendere la costituzione italiana e commettere un abuso di potere!”. E aggiungendo che “un sindaco o qualsiasi politico non può commettere abusi e violazioni contro le leggi italiane” e che “dobbiamo abbracciare qualsiasi fratello in qualsiasi entità religiosa, sociale e umana. Dobbiamo salvaguardare il diritto all’infanzia e dobbiamo rispettare le leggi italiane. Dio ci indica la sua dottrina per mezzo della chiesa e se ti ritieni cristiana devi seguire le indicazioni imposte dalla chiesa”. All’aspra critica di una ragazza inoltre, risponde: “Ma che dici, ti rendi conto questa è depravazione pura! Sei una ragazza che stimo e non puoi fare queste affermazioni, ti prego rivediti! Quello che dici grida vendetta al cospetto di Dio! La chiesa condanna senza se e senza ma!”.
Giampaolo dimentica, però, il “chi sono io per giudicare?” di qualche giorno fa di Papa Francesco e le mezze aperture della Chiesa stessa che si sta interrogando sull’argomento. Ovviamente, quando il risalto mediatico lo ha travolto, Giampaolo ha cancellato il post dalla sua bacheca Facebook. Ma ormai era troppo tardi.





 

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