01/04/2026 11:38
L’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto concreto nel lavoro didattico. Un tema che, a Conversano (BA), è entrato nelle aule scolastiche con un momento di formazione dedicato ai docenti dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino – F. Carelli”.
Giovedì 26 marzo, nell’aula informatica del plesso Carelli, la dirigente scolastica prof.ssa Flora Gesumina Marasciulo ha aperto l’incontro con il prof. Gennaro Boggia del Politecnico di Bari. La partecipazione è stata numerosa: molti docenti hanno scelto di essere presenti, consapevoli che le nuove tecnologie rappresentino un’opportunità se gestite con senso critico.
IA in classe: opportunità o rischio? Il confronto tra i docenti
L’iniziativa si inserisce nel progetto d’istituto “Contiamo alla Pari”, perno del PTOF dell’istituto comprensivo, che orienta le scelte pedagogiche della comunità scolastica. L’incontro di marzo ha dato continuità a un percorso iniziato a febbraio, quando il prof. Boggia aveva incontrato gli alunni della scuola secondaria di primo grado sui rischi legati all’utilizzo di Internet e dell’Intelligenza Artificiale. In questa seconda tappa il confronto si è spostato sui docenti, chiamati a esplorare come l’IA possa supportare le attività didattiche quotidiane senza sostituire il ruolo dell’insegnante.
Il principio emerso con più forza è stato chiaro: l’Intelligenza Artificiale va usata con solide basi culturali alle spalle. Solo chi possiede già una preparazione profonda può usare questi strumenti per estrapolare informazioni utili, senza diventarne dipendente e ricordando che si tratta di un supporto artificiale privo di sensibilità umana.
Identità digitale e sicurezza: il monito sui social
Un passaggio significativo dell’incontro è stato dedicato alla protezione dell’identità digitale. Pubblicare foto e dati personali in modo superficiale può avere ripercussioni gravi: chi conosce il web può appropriarsi di quelle informazioni per scopi illeciti. Un rischio che riguarda tutti, docenti e studenti.
La conclusione condivisa è stata che l’IA, per quanto evoluta, resta uno strumento privo di coscienza ed empatia. Manca di quel vissuto e di quell’intuizione emotiva che permettono a un insegnante di capire un alunno da uno sguardo o da un silenzio. Fare innovazione non significa abbandonare la pedagogia tradizionale, ma integrarla con una gestione consapevole delle nuove tecnologie.