14/12/2025 10:06
Da anni ormai luogo di elezione per la pittura pugliese, la Galleria Cattedrale di Conversano apre la propria Project Room a un dialogo che va oltre i confini geografici senza smarrire il senso profondo dell’identità. È in questo spazio, pensato come laboratorio di visioni e attraversamenti, che approda Norba Eterna il lavoro di Sai Linde, artista spagnolo nato a Barcellona, figura complessa e stratificata del panorama contemporaneo internazionale. La presentazione ufficiale di Norba Eterna si terrà presso Galleria Cattedrale, Piazza Castello n. 15, il giorno 20 dicembre 2025 alle ore 19.00, alla presenza dell’artista, del Sindaco di Conversano Avv. Giuseppe Lovascio, del Console Onorario di Spagna per la Regione Puglia Dott.ssa Maria Angel Lobato Rodriguez. La serata prevede inoltre un intervento critico a cura del Dott. Nicola Zito, storico e critico d’arte, che approfondirà i temi e le suggestioni di Norba Eterna alla luce della storia e dell’identità culturale di Conversano. Norba Eterna un dipinto di sei metri per due che rilegge in chiave visionaria la storia di Conversano, l’antica Norba. La grande tela non è soltanto un’opera pittorica, ma un territorio da attraversare, un luogo mentale in cui il passato affiora come un’eco persistente. L’artista sceglie una strada non documentaria ma emotiva, non illustrativa ma profondamente interpretativa. L’arrivo di Sai Linde a Conversano si configura come un innesto consapevole, un incontro tra radici e traiettorie lontane, capace di rafforzare – per contrasto e risonanza – il profilo culturale dello spazio espositivo, gestito sapientemente dalla professoressa Lucilla Tauro, che per sei mesi ha garantito ospitalità all’artista. La Galleria diventa così un crocevia, un punto di contatto tra la storia profonda di un territorio e una ricerca artistica che nasce dal viaggio, dalla trasformazione interiore, dalla contaminazione. L’opera e il percorso di Sai Linde si muovono lungo una linea in cui arte psichedelica, misticismo, surrealismo e performance si intrecciano in modo naturale, senza mai cedere all’ornamento fine a se stesso. La sua pittura – e più in generale la sua pratica artistica – è il risultato di un’esperienza biografica intensa, nutrita da lunghi soggiorni in Asia, in particolare in Nepal e India, e da frequenti attraversamenti di luoghi come la Thailandia. Vere e proprie immersioni: esperienze di riti, spiritualità, simboli arcaici e figure archetipiche che diventano materia viva del suo lavoro. Le opere di Sai Linde non raccontano l’Oriente in chiave esotica né illustrativa. Al contrario, ne assorbono il ritmo, il silenzio, la dimensione rituale, restituendoli attraverso un linguaggio pittorico stratificato, fatto di velature, sospensioni cromatiche, presenze che emergono e si dissolvono. Le immagini sembrano affiorare da un tempo altro, come frammenti di una memoria collettiva che non appartiene a un solo luogo, ma all’esperienza umana nel suo insieme. Accanto alla pittura, l’artista condivide spesso video dei suoi viaggi artistici, momenti di raccoglimento mistico, scene sospese tra realtà e visione. Racconti fiabeschi che, una volta filtrati dalla sua sensibilità, vengono reinterpretati in chiave contemporanea, lontani dalla narrazione lineare e più vicini a una forma di meditazione visiva. In questo senso, la sua opera non è mai semplice rappresentazione: è traccia di un percorso interiore, testimonianza di una trasformazione che continua nel tempo. È proprio questa dimensione a rendere significativo l’incontro con la Galleria Cattedrale. In uno spazio che da tempo lavora sulla valorizzazione dell’identità pugliese e sul dialogo con la storia dei luoghi, la presenza di Sai Linde non introduce una discontinuità, ma apre uno specchio inatteso. Le sue figure archetipiche, i richiami al sacro, la ricerca di un senso profondo dell’esistenza trovano una naturale risonanza con un territorio che vive di stratificazioni, di memoria, di simboli sedimentati. La Galleria diventa così un luogo di ascolto e di attraversamento lento, dove il visitatore è invitato a sostare, a leggere le opere non come immagini da decifrare, ma come campi di esperienza. L’incontro tra la Puglia e la Spagna, mediato da un artista che porta con sé l’eco dell’Asia e del viaggio spirituale, si traduce in un gesto culturale sobrio ma potente: ampliare i confini senza tradire l’identità, accogliere l’altro senza perdere se stessi.