9 maggio 2026 | 19:50
Attualità Conversano

Nuova vita per il capannone di contrada San Pietro

Tra gli ulivi che disegnano da secoli il paesaggio tra Conversano e Castellana, quel grande capannone incompiuto era diventato sempre più una presenza silenziosa ed estranea.

Quando fu realizzato, anni fa, le sue dimensioni imponenti accesero un dibattito vivace: una struttura industriale così vasta, piantata nel cuore di una campagna storicamente agricola, sembrava stonare con l’armonia del territorio. Poi il tempo fece il resto. I lavori si fermarono, l’edificio rimase a metà, sospeso in una sorta di limbo.

Oggi, quello spazio ha finalmente trovato una nuova vocazione. E soprattutto, una nuova anima. A restituire funzione e senso a quella struttura è stata Pregis S.p.A., azienda italiana con oltre sessant’anni di esperienza nel settore del food service e della distribuzione alimentare, impegnata da sempre a soddisfare le esigenze della ristorazione moderna, sia commerciale sia collettiva, con una rete capillare di filiali e transit point che garantiscono consegne rapide e servizi puntuali in tutta Italia.

Non un semplice completamento edilizio, ma una riconversione profonda, che ha dato forma a un organismo industriale moderno e perfettamente organizzato. Il complesso oggi si estende per oltre 13.000 metri quadrati coperti, distribuiti tra ampie aree di stoccaggio, celle frigorifere a diverse temperature, reparti di lavorazione alimentare e spazi di servizio impeccabili.

Le zone di magazzino comprendono circa 2.800 metri quadrati dedicati ai prodotti secchi, oltre a 1.000 metri quadrati per merci fresche e circa 3.000 metri quadrati per surgelati, mantenuti costantemente sotto i –18°C per garantire la catena del freddo. Attorno a questi spazi ruotano aree di ricevimento merci, bay di carico e spedizione climatizzati, sistemi avanzati di tracciabilità e corridoi logistici che assicurano flussi operativi performanti.

Accanto alla logistica, il vero salto di qualità è rappresentato dai reparti produttivi: laboratori specializzati per la lavorazione di carni e pesce fresco, ambienti climatizzati con superfici igieniche in resina, celle di frollatura, sezionamento e confezionamento, tutti pensati per elevati standard di sicurezza alimentare e di efficienza operativa.

Completano il complesso una palazzina uffici su due livelli, sale riunioni, spogliatoi e locali mensa per il personale, nonché ampi vani tecnici per gli impianti frigoriferi e di trattamento aria. In totale, le superfici complessive tra capannone, uffici e servizi superano i 12.700 metri quadrati, inseriti in un lotto di circa 30 mila metri quadrati.

Dentro quei volumi oggi operano decine di lavoratori: dai magazzinieri agli addetti alla logistica, dai tecnici del freddo agli operatori alimentari e al personale amministrativo, generando un flusso occupazionale stabile in un’area che per troppo tempo aveva visto rallentare opportunità e progetti. Il valore dell’investimento si legge anche nelle infrastrutture ambientali realizzate: sistemi di recupero delle acque piovane, impianti di depurazione biologica, illuminazione a LED ad alta efficienza e predisposizione per pannelli fotovoltaici.

Una struttura pensata per durare, produrre e ridurre l’impatto ambientale. La sfida più delicata era quella paesaggistica e culturale: trasformare una grande struttura industriale senza che tornasse a essere percepita come un corpo estraneo.

Oggi quel capannone dialoga con il contesto in modo funzionale. Non più un’incompiuta che interrompe lo sguardo, ma un presidio produttivo che ha restituito senso a uno spazio rimasto a lungo sospeso.

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