23/08/2026 08:57
La banda dei bancomat torna a colpire nel sud-est barese.
Nella notte è stato preso di mira lo sportello Atm della BCC di Castellana Grotte, nella frazione di Triggianello, assaltato con il ormai tristemente noto sistema della “marmotta” esplosiva.
Il colpo è avvenuto intorno alle 4.15 del mattino. A quell’ora il silenzio della frazione è stato squarciato da una deflagrazione particolarmente violenta, tanto da svegliare numerosi residenti e, di fatto, buona parte di Triggianello. Chi abita nelle immediate vicinanze del bancomat è stato destato di soprassalto dal boato e alcuni residenti sono rimasti fortemente scossi per la potenza dell’esplosione. Nei primi istanti, proprio per la violenza del rumore, hanno pensato ad una fuga di gas. Solo successivamente è diventato chiaro che il boato proveniva dallo sportello bancario preso di mira dai malviventi.
Le modalità operative sarebbero quelle già viste in numerosi altri assalti: la cosiddetta “marmotta”, un congegno contenente esplosivo, viene inserita nella bocchetta dello sportello utilizzata per l’erogazione delle banconote e fatta detonare con l’obiettivo di aprire la cassaforte interna dell’Atm. Si tratta di una tecnica estremamente rapida ma anche molto distruttiva, capace di provocare danni pesanti allo sportello e alle strutture circostanti.
Particolarmente delicato è stato anche l’intervento successivo delle forze dell’ordine. Sul posto si è reso necessario l’arrivo degli artificieri, perché una parte del dispositivo esplosivo sarebbe rimasta sulla strada dopo la deflagrazione. L’area è stata quindi messa in sicurezza prima di consentire il pieno svolgimento dei rilievi.
In queste ore gli investigatori stanno lavorando per ricostruire tutti i dettagli dell’assalto, dall’arrivo della banda fino alla fuga. Tra gli elementi al vaglio ci sono anche l’auto utilizzata dai malviventi per allontanarsi, eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza e tutto il materiale recuperato nella zona dopo l’esplosione. Restano inoltre da accertare l’entità del bottino e l’ammontare complessivo dei danni.
Il nuovo episodio impressiona soprattutto per la sua collocazione temporale. L’assalto di Triggianello arriva infatti appena quattro giorni dopo il maxi blitz nel Foggiano che aveva portato all’arresto di diverse persone ritenute coinvolte in una serie di assalti agli sportelli Atm compiuti con marmotte esplosive. Quell’operazione aveva fatto pensare a un colpo molto pesante inferto alle organizzazioni specializzate in questo tipo di reati. Il nuovo assalto nel sud-est barese dimostra però come il fenomeno sia tutt’altro che definitivamente arginato.
L’ipotesi che prende corpo, anche alla luce delle modalità con cui si muovono questi gruppi criminali, è che sul territorio possano agire più bande distinte, ciascuna con una propria organizzazione e con proprie aree operative. Gli arresti avvenuti quattro giorni fa, dunque, potrebbero aver fermato uno dei gruppi attivi, ma non necessariamente quello che continua a operare nel Barese.





