30/06/2026 20:47
La maggioranza che sostiene Lovascio si spacca prima ancora di partire. I Popolari disconoscono la nomina di Caradonna e accusano il sindaco di aver ignorato gli accordi.
La nuova amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Lovascio deve ancora insediarsi ufficialmente ma all’interno della maggioranza è già scoppiato il primo caso politico. A poche ore dalla diffusione della composizione della nuova Giunta, il movimento Popolari – Forza Conversano con Lovascio ha diffuso tre documenti che ricostruiscono il percorso seguito nelle trattative e contestano apertamente le decisioni assunte dal primo cittadino, prendendo le distanze dalla nomina dell’ingegner Stefano Caradonna quale assessore attribuito alla lista.
La vicenda prende avvio dal documento del 25 giugno, con il quale il coordinatore cittadino Salvatore Nebbia comunica formalmente al sindaco quella che il movimento ritiene essere la scelta condivisa all’interno della coalizione. Nel testo viene ricordato che, in occasione dell’incontro programmatico del 17 giugno, alla presenza anche dei consiglieri eletti Vito Cerri ed Elisabetta Di Mase, era stata individuata come soluzione coerente con il risultato elettorale l’assegnazione della Presidenza del Consiglio comunale all’avvocato Vito Cerri, primo degli eletti della lista. Nel documento si legge infatti che il movimento ritiene “legittimo e meritevole ottenere la Presidenza del Consiglio Comunale della Città nella persona dell’Avv. Vito Cerri maggiore suffragato”, precisando che tale richiesta era già stata correttamente comunicata al sindaco.
Con la pubblicazione della nuova Giunta, però, la situazione cambia radicalmente. Nel secondo documento, datato 30 giugno e indirizzato direttamente al sindaco, il segretario cittadino insieme ai componenti del direttivo dei Popolari comunica ufficialmente “di non riconoscere l’accreditamento della nomina dell’Ing. Caradonna Stefano quale Assessore assegnato al Gruppo dei Popolari”, spiegando che tale decisione è stata assunta “senza aver considerato il contenuto del documento del 25/06/2026” con il quale era stata avanzata la richiesta della Presidenza del Consiglio per Vito Cerri. Il documento conclude affermando che il movimento “non condivide la logica ed il metodo adottati arbitrariamente dal primo cittadino nell’attribuzione del predetto Assessorato”, prendendo così formalmente le distanze dalla scelta operata dal sindaco Lovascio.
La stessa posizione viene ribadita e rafforzata nel comunicato stampa sottoscritto dai coordinatori regionale, provinciale e cittadino di Puglia Popolare, nel quale si ricorda che la lista Popolari è risultata la seconda forza più votata della coalizione e che aveva formalizzato la richiesta di attribuire la Presidenza del Consiglio comunale al proprio primo eletto. Il comunicato afferma che “il Sindaco ha nominato Assessore l’Ing. Caradonna Stefano, senza alcuna giusta condivisione con il Gruppo dei Popolari” e, per questo motivo, dichiara di “disconoscere l’arbitrario accreditamento di quest’ultima nomina in giunta alla lista dei Popolari”, aggiungendo che il movimento “non condivide la logica ed il metodo adottati arbitrariamente dal primo cittadino nell’attribuzione del predetto Assessorato”.
Dalla lettura dei tre documenti emerge con chiarezza la posizione politica del movimento. I Popolari, per il momento, non annunciano una rottura con la maggioranza né mettono in discussione il sostegno al progetto amministrativo nato con l’elezione di Giuseppe Lovascio, ma contestano il metodo seguito nella distribuzione degli incarichi istituzionali. Secondo il movimento, il risultato elettorale e gli accordi maturati durante il confronto interno avrebbero dovuto portare all’elezione di Vito Cerri alla Presidenza del Consiglio comunale, mentre la successiva indicazione di Stefano Caradonna come assessore in quota Popolari sarebbe stata decisa unilateralmente dal Sindaco, senza il consenso della lista e senza rispettare quanto formalmente richiesto nei giorni precedenti.
Una presa di posizione che apre inevitabilmente il primo fronte interno alla maggioranza ancor prima dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale e dell’avvio dell’attività amministrativa. Un esordio decisamente insolito per la nuova amministrazione Lovascio, chiamata ora a ricomporre una frattura politica emersa ancora prima del primo atto ufficiale del nuovo governo cittadino.