Politica Conversano

Conversano, mozione di sfiducia nei confronti dall’amministrazione Lovascio

È stata protocollata nel pomeriggio via pec la mozione di sfiducia nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Lovascio. A sottoscriverla sono stati undici consiglieri comunali di opposizione, una maggioranza numerica all’interno del Consiglio, che apre ora una fase politicamente delicata per la vita amministrativa dell’ente. Come previsto dalla normativa, dovranno trascorrere almeno venti giorni prima che la mozione possa essere discussa in aula consiliare. Un tempo non meramente tecnico, ma che si preannuncia come uno spazio di confronto – e di possibile ridefinizione degli equilibri – tanto all’interno del Consiglio quanto nel rapporto tra amministrazione e città. La mozione porta le firme di Barbara Accardo, Angela Borrelli, Sebastiano Cascella, Vincenzo D’Alessandro, Domenico Di Vagno, Giuseppe Fanelli, Angelo Maurizio Galiano, Mario Loiacono, Pasquale Loiacono, Gianvito Matarrese e Ciro Moramarco. Un fronte ampio e trasversale che, nei numeri, rappresenta una larga parte dell’assise comunale. Al momento, dal testo depositato non emergono ancora nel dettaglio le motivazioni politiche e amministrative alla base dell’iniziativa, che saranno presumibilmente illustrate nel corso del dibattito consiliare. Resta però il dato politico: la presentazione formale di una mozione di sfiducia segna un punto di rottura netto e certifica una crisi che non appare più circoscritta a singoli episodi o divergenze occasionali. L’esito della discussione sarà decisivo. In caso di approvazione, la mozione comporterebbe la decadenza del sindaco e del Consiglio comunale, aprendo la strada al commissariamento dell’ente. In caso contrario, l’amministrazione sarebbe chiamata comunque a fare i conti con un Consiglio profondamente diviso e con una legittimazione politica indebolita. Questa mattina in una conferenza stampa il sindaco Lovascio ha fatto intendere che avrebbe fatto appello a tutti i consiglieri di opposizione per garantire alla città un governo fino a maggio, evitando il commissariamento. I prossimi giorni, dunque, saranno cruciali. Non solo per gli sviluppi istituzionali, ma anche per comprendere se vi siano margini di ricomposizione politica o se la sfida aperta in Consiglio rappresenti l’atto conclusivo di una consiliatura ormai arrivata al suo punto di non ritorno.

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