17 aprile 2026 | 11:25
Attualità Gioia

Antonello Nicastri, Sommelier dell’Anno 2026

Dalle masserie della Murgia ai palcoscenici dell’alta gastronomia europea. Il nome di Gioia del Colle risuona fino ai Paesi Bassi grazie ad Antonello Nicastri, 45 anni, proclamato Sommelier dell’Anno 2026 dalla prestigiosa guida Gault&Millau Olanda.

La cerimonia ufficiale si è svolta lunedì 10 febbraio nella suggestiva cornice del TivoliVredenburg di Utrecht, durante la presentazione della nuova edizione della guida. Un riconoscimento di altissimo profilo che premia non solo la competenza tecnica, ma soprattutto una visione del vino come strumento di relazione e condivisione. La motivazione della giuria è chiara: «Un professionista che utilizza il vino come linguaggio di connessione, dimostrando che la conoscenza acquista valore solo quando viene condivisa». Parole che rispecchiano perfettamente la filosofia di Nicastri, sintetizzata con disarmante semplicità: «Voglio sapere cosa piace agli ospiti, non cosa piace a me».

Antonello Nicastri è capo sommelier del ristorante Flore, due stelle Michelin e una stella verde, e direttore del programma vinicolo dello storico Hotel De L’Europe di Amsterdam. Qui gestisce una cantina di quasi 1.850 etichette, una delle più interessanti d’Europa. Il ristorante Flore ha recentemente raggiunto i 18/20 punti Gault&Millau, ottenendo anche il Best of Award of Excellence di Wine Spectator e tre stelle ai World’s Best Wine Lists Awards. L’hotel che lo ospita, il Hotel De L’Europe, è un’icona dell’ospitalità di lusso internazionale.

La storia di Nicastri inizia a Gioia del Colle, tra ulivi, vigneti e masserie. A soli 16 anni entra nel mondo dell’hôtellerie di alto livello a Masseria San Domenico, a Savelletri di Fasano. È lì che nasce la scintilla: il manager del ristorante è un sommelier e diventa il suo primo maestro. «Era elegante, sapeva stare con le persone. Mi affascinava il modo in cui lavorava con il vino», ricorda. Da quel momento il percorso è inarrestabile: sommelier professionista AIS, degustatore di birra artigianale, panelista per l’olio extravergine d’oliva – competenza che affonda le radici nella tradizione murgiana. Dopo l’esperienza a Borgo Egnazia, altro tempio dell’ospitalità pugliese, arriva l’estero: prima l’Inghilterra, al ristorante stellato Latymer nel Surrey, poi Amsterdam.

Nel 2019 approda nei Paesi Bassi quasi per caso, chiamato da un amico per collaborare alla carta vini di un nuovo ristorante peruviano. Doveva essere una parentesi, diventa una svolta. «Aspettavo un visto per Hong Kong. Non me ne sono più andato», racconta sorridendo. Nello stesso anno, il quotidiano Het Parool lo definisce già «un genio». La scelta di lasciare l’Italia non è mai stata una fuga, ma un’esigenza di crescita: «In Italia servi soprattutto i vini della tua regione. Io amo la Puglia, ma volevo assaggiare di più, scoprire di più». Oggi quella stessa sensibilità per il territorio, per i vitigni autoctoni e per la sostenibilità è il cuore del suo lavoro al Flore.

La sua carta è un viaggio tra produttori europei, con grande attenzione al biologico e al biodinamico, ma anche un’apertura verso nuovi linguaggi: sake, birre artigianali, distillati, pairing analcolici. «Il vino non è solo una bevanda, è una storia che condividi – spiega. Il sommelier è un narratore, una guida. Ogni scelta deve aggiungere significato all’esperienza». A guidarlo, anche oggi, è un insegnamento semplice, imparato in famiglia: «Mia madre mi ha sempre detto di non aspettarsi nulla. Così, se qualcosa arriva, sei tre volte più felice».

Un principio che profuma di Murgia, di lavoro silenzioso e di umiltà. Valori che Antonello Nicastri ha portato fino ai vertici della sommellerie europea, senza mai dimenticare da dove è partito.E Gioia del Colle, oggi, può brindare con orgoglio.

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