9 maggio 2026 | 18:32
Attualità Gioia

Gioia del Colle punta su un turismo lento e di qualità

Per la prima volta il Comune di Gioia del Colle ha partecipato con un proprio stand alla Borsa Internazionale del Turismo, svoltasi dal 10 al 12 febbraio alla Fiera Milano.

Una presenza non simbolica, ma concreta: uno spazio ampio, riconoscibile, animato dai prodotti identitari del territorio – mozzarella DOP, vino, ortaggi, carciofi – e presidiato dal sindaco Giovanni Mastrangelo e dall’assessore al ramo Andrea Benagiano. Gioia del Colle non vuole più essere soltanto luogo di attraversamento, ma destinazione da scoprire. «Puntiamo sul turismo come leva di crescita economica, sociale e culturale», ha spiegato il sindaco. L’obiettivo è chiaro: valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico, a partire dal Castello Normanno-Svevo, dagli scavi archeologici – tra i più rilevanti del Mezzogiorno – e dal centro storico, con il suo borgo medievale e le chiese che raccontano secoli di stratificazioni.

La Murgia, tradizionale entroterra rispetto ai flussi balneari, è una buona opportunità. «Vogliamo trattenere un turismo lento, dolce, capace di apprezzare cultura ed enogastronomia», è la linea indicata dall’amministrazione comunale. Non una competizione con il mare, ma un’offerta complementare: meno numeri, più qualità. Il nodo, però, è strutturale. «Gli operatori turistici a Gioia sono pochi e non esistono realtà specializzate», ha ammesso il primo cittadino. Proprio per questo la partecipazione alla BIT rappresenta una sfida: intercettare operatori e investitori, presentando Gioia come snodo baricentrico tra Bari, Taranto, Matera e la Valle d’Itria. L’assessore Benagiano insiste sulla posizione geografica strategica e sulla necessità di trasformare il transito in permanenza: «Finora siamo stati luogo di passaggio. Vogliamo dimostrare che esistono motivazioni solide per un turismo stanziale».

Sul piano dell’identità produttiva, Gioia può contare su riconoscimenti di qualità consolidati: il vino DOC e la mozzarella DOP rappresentano pilastri di un racconto che intreccia agricoltura, tradizione e cultura materiale. A questo si aggiunge l’ingresso nell’associazione nazionale Città dell’Olio, segnale di un comparto che punta a rafforzare la propria visibilità anche oltre i confini regionali. E poi c’è lo zampino, prodotto distintivo della gastronomia locale: insaccato di carni miste (bovino, ovino e suino), senza pomodoro né pangrattato, di dimensioni ridotte rispetto alla più nota zampina della vicina Sammichele. Non solo enogastronomia.

Gioia del Colle rivendica anche la propria storica tradizione bandistica, sostenuta dall’amministrazione comunale sia economicamente sia attraverso iniziative dedicate. Un patrimonio immateriale che ha portato il nome della città in tutta Italia e che viene considerato parte integrante dell’identità collettiva. Tra gli eventi di punta, il Gioia Festival – di fatto la sagra della mozzarella – organizzato dall’associazione Milky Way in sinergia con il Comune. Un appuntamento che lega produzione casearia, promozione territoriale e attrattività turistica. «Il turismo è economia pulita», ha ribadito l’assessore Benagiano. Un’economia che, nelle intenzioni dell’amministrazione, non punta ai grandi numeri tipici delle località balneari, ma a un flusso più contenuto e qualificato, capace di generare ricadute diffuse sul tessuto cittadino.

La partecipazione alla BIT, dunque, non è solo una vetrina. È una dichiarazione d’intenti. Gioia del Colle si presenta come un comune murgiano da scoprire con lentezza, tra pietra federiciana, sapori autentici e tradizioni.

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