Alberto Tedesco
Impossibile non dedicare l’appuntamento di oggi alla memoria di Alberto Tedesco, morto ieri a Bari all’età di 77 anni, uomo politico socialista, amministratore comunale, consigliere e assessore regionale e senatore.
Quasi due anni fa l’ultimo nostro incontro, come sempre aperto, cordiale, illuminante. Poi una terribile malattia lo colse all’improvviso, senza dargli scampo.
È stato un socialista esemplare, uno di quelli rimasto sempre fedele al Garofano e alle sue idee, anche quando, se solo lo nominavi il PSI, sembrava avessi commesso un reato. Anche quando le vicissitudini e le necessità politiche gli consigliarono di entrare nel PD.
Aveva una facilità di dialogo e una visione politica fuori dal comune. Fu lui a scoprire e a lanciare in politica Antonio Decaro. Quasi lo costrinse a fare l’assessore ai Trasporti al Comune di Bari. Poi, come spesso accade in politica, le loro strade si divisero, per ritrovarsi negli ultimi tempi, ma non più come una volta.
Non riconfermato al Senato nel 2013, dopo una sola legislatura iniziata nel 2009, decise di uscire dalla politica attiva, rimettendosi a lavorare alla ricostruzione del Partito Socialista.
È stato per 25 anni alla Regione Puglia, da consigliere e, con Nichi Vendola, da assessore alla Sanità.
Fu coinvolto in una inchiesta della magistratura barese per un sospetto conflitto di interessi che ha fatto scuola. I suoi figli, infatti, gestivano un’azienda fornitrice della sanità pugliese.
Il Senato, però, non concesse per ben due volte l’autorizzazione all’arresto, nonostante proprio dalla sua area politica fossero arrivati voti favorevoli. Fu una vicenda che lo segnò molto. In pochi gli rimasero vicini. Addirittura Rosi Bindi, allora capogruppo del PD in Senato, arrivò a chiedergli di dimettersi da senatore perché il PD aveva votato per il suo arresto e lui era stato salvato dal centrodestra.
Alla fine anche gli atti giudiziari gli diedero ragione, perché lui, avendo ceduto la sua azienda ai figli, non aveva più alcun interesse diretto nella stessa. Tuttavia, proprio quella vicenda segnò la sua fine politica e lui si rituffò nel sogno socialista che contribuì in maniera decisiva a far riemergere.
Alberto Tedesco ha lasciato un segno nitido e indelebile nella politica pugliese, se è vero, com’è vero, che personalità dell’intero arco politico, da Fitto a Vendola, hanno voluto dedicargli in queste ore parole di commosso affetto e riconoscimento.
Adesso è lì, ci guarda dal cielo, dove ha ritrovato Giuseppe, uno dei suoi figli, e sua moglie Mariella.
A noi non resta che dirgli grazie per tutto quello che ha fatto e per il piacere di averlo conosciuto.
Ed una considerazione: la Puglia avrebbe davvero bisogno di altri come lui.