Ranucci, Nordio e le orecchiette
Non dobbiamo certo dare noi lezioni di giornalismo a Sigfrido Ranucci. Anzi, ne ammiriamo il coraggio, la determinazione e la spregiudicatezza con cui porta avanti le sue inchieste in Report. Gli abbiamo espresso solidarietà quando, proprio per il suo lavoro, è stato attenzionato dalla criminalità, rischiando la vita.
Un lavoro sulle montagne russe, quello di Ranucci: talvolta sale, talvolta sprofonda e rischia di deragliare. Sul ministro Carlo Nordio e il suo possibile coinvolgimento nel caso Nicole Minetti, ad esempio, è uscito decisamente fuori binario. Ha dato una notizia che ha fatto credere a tutti che Nordio fosse stato ospite della Minetti e del suo compagno nel ranch che quest’ultimo ha in Uruguay.
Ovviamente la notizia ha innescato il sospetto che la grazia ottenuta dalla Minetti, per la quale anche il presidente Sergio Mattarella adesso nutre qualche rimorso, fosse il risultato di questo incontro. Pronta la smentita del ministro, che ha annunciato che chiederà i danni al giornalista Rai per la diffamazione.
Ranucci ha ammesso di aver esagerato e ha detto che in caso di condanna pagherà personalmente. Decisione rigorosa e onesta, che gli fa onore. Sbaglia, però, Ranucci quando tenta di giustificarsi.
“Sono stato accusato – ha detto durante lo spettacolo che in questi giorni sta tenendo in alcuni teatri pugliesi – di aver dato una notizia non verificata. In realtà – ha continuato – ho detto che stavamo verificando una notizia.”
Dov’è la differenza? Se stai ancora verificando una notizia, non la dai. Prima chiudi la verifica e poi la dai. Altrimenti, come dice Nordio, hai dato una notizia non verificata.
Ranucci fa un giochietto furbo: dà la notizia, ma poi dice che la sta ancora verificando. Quello che resta nella testa di chi lo ascolta, però, non è la verifica in corso, ma la notizia. È un modo di fare giornalismo che viene definito di inchiesta, ma che talvolta produce solo fake news.
La parola inchiesta giustifica ogni stravolgimento delle regole. Così nacque il Scandalo Watergate, si dice, ed è vero. Ma non sempre è Watergate: spesso si dicono solo bugie.
Ranucci voleva colpire Nordio, ma il ministro non solo ne esce a testa alta, ma si rafforza. In questi ultimi tempi è preso di mira da più parti e in tanti chiedono le sue dimissioni, ma grazie a Ranucci ha fatto un gol che gli vale un campionato.
Peccato per Ranucci: una scivolata che lo danneggia e danneggia la sua trasmissione, che continua però a fare ascolti. Ma questa non è una sorpresa: più le spari alte, più ti seguono. È così in TV e nella vita.
Vi ricordate due anni fa dov’era finita la signora Nunzia, la signora delle orecchiette di Bari Vecchia? Attaccata da un servizio giornalistico della Rai, la sua popolarità crollò al minimo storico. Ma l’altro giorno proprio Ranucci è stato a mangiare da lei le orecchiette al ragù, accompagnato dal sindaco di Bari.
Non sempre gli scandali premiano chi li denuncia, soprattutto se non sono scandali.