Ricchi e poveri
È sempre stato così, e così sarà per sempre. Inutile farsi illusioni.
Il mondo si divide in due categorie: i ricchi e i poveri. Una terza categoria, la stragrande maggioranza, alla quale noi apparteniamo, vive al centro, ma si annulla da sola perché, pur potendo determinare scelte politiche e di governo, non le fa. Attratta dalla speranza di fare il salto nella categoria dei ricchi, li serve, li asseconda, pur crepando di invidia, e finisce per fare il loro gioco. E spesso, purtroppo, scivola senza accorgersene nella categoria dei poveri.
E così il mondo è governato dai ricchi. Da sempre, non da ora. A prescindere dal tipo di governo.
Gli Stati più ricchi del mondo, quelli del petrolio, non conoscono la democrazia e sono governati da dinastie. Il potere si tramanda di padre in figlio.
Gli Stati che si vantano di avere una democrazia e hanno consentito la ricchezza ai potenti petrolieri, dagli Stati Uniti alla Russia, alla Cina, sono governati da una sola persona.
Gli Stati che muoiono di fame, purtroppo, non fanno testo.
Nel mezzo ci sono gli Stati che hanno fatto la storia del mondo ma che, per garantire la libertà e la democrazia ai loro cittadini, non si sono arricchiti. Per fortuna non si sono nemmeno impoveriti, ma per sopravvivere devono assecondare i ricchi e accettare le loro condizioni.
L’Europa, con l’Italia, è fra questi. Oggi, se solo avesse la capacità politica di fare scelte unitarie, l’Europa avrebbe la possibilità di salire di categoria, ma non ne ha il coraggio e, per quello che vediamo, forse, nemmeno voglia. E per questo resta sotto lo schiaffo dei petrolieri, di Trump e di Putin.
E così il mondo continua a girare come sempre. E per questo accade che una marea di affamati clandestini cerca di salire in Europa a nuoto, e l’Europa si divide su come e cosa fare per rendere regolare e umanitaria questa naturale migrazione.
Nel frattempo un semplice ambasciatore, anche se degli Stati Uniti, si permette il lusso di circumnavigare l’Italia con la sua nave stramiliardaria, che ha 100 uomini di equipaggio, solo per festeggiare il suo compleanno.
L’altra sera la nave-yacht dell’ambasciatore Fertitta ha sostato nei porti di Brindisi e Bari e i pugliesi hanno fatto la fila per andarla a vedere. E poi si sono fatti la guerra per partecipare ai ricevimenti serali dell’ambasciatore.
Per raddrizzare le cose e fare il salto di qualità, noi dovremmo aiutare i clandestini e dire di no a Fertitta. Ma dalle reazioni che leggerete sotto questo mio intervento, capirete che non saremo in grado di farlo mai.