Un milione nei rifiuti
Vespasiano, come racconta Svetonio, introdusse nell’Impero romano la tassa sulle urine.
Le urine servivano per conciare le pelli e a Roma ce n’era particolare bisogno, tant’è che i bagni pubblici, i cosiddetti vespasiani, venivano continuamente presi d’assalto dai tintori, che facevano incetta di pipì per poter mandare avanti le loro botteghe di pelli.
Avendo bisogno di rimpinguare le casse pubbliche, Vespasiano pensò di istituire una tassa sulle urine: prelevi un dolium di pipì? Paghi tot sesterzi.
Il figlio di Vespasiano, Tito, rimproverò il padre per questa tassa che, secondo lui, puzzava. Vespasiano non si scompose, prelevò dalla cassa dello Stato alcune monete d’oro, introitate proprio con quella tassa, e le fece annusare al figlio: «Senti un po’, annusale. Per caso puzzano?».
Pecunia non olet, fu la famosa frase di Vespasiano: il denaro non puzza. Non importa come lo guadagni, come lo conservi o come lo investi, ha sempre lo stesso valore.
E invece a Bitonto il denaro puzza. Eccome! E c’è da dire anche: meno male!
Perché sapete dove è stato trovato un milione di euro? Nella discarica di rifiuti.
La storia è tutta da raccontare.
Un signore gioca al Million Day i soliti numeri, legati a una vicenda familiare: 2, 4, 8, 10 e 51. Prima o poi usciranno.
Venerdì scorso, 31 luglio, i numeri escono. Felice corre alla ricevitoria per riscuotere, ma trova la fila e aspetta. Nel frattempo legge un cartello coi numeri vincenti, i suoi, e la precisazione: “non pagabile”.
Chissà qual è l’inghippo, pensa. Questa vincita non vale.
Lascia il tagliando sul bancone e se ne torna a casa.
Il titolare della ricevitoria trova il tagliando e lo getta nell’immondizia.
L’ignaro e ignorante giocatore, la sera, racconta alla moglie l’accaduto: «Pensavo di aver vinto un milione, invece il biglietto non era pagabile».
«Cretino», gli risponde la moglie, «non era pagabile perché quelle vincite così grosse non le può pagare la ricevitoria, ma se porti il tagliando a Bari te lo pagano».
«Dov’è?»
«L’ho buttato!»
Vi lasciamo immaginare la scena successiva.
La sera stessa comincia la caccia al tagliando, che si conclude all’alba di due giorni dopo. La discarica di Bitonto viene passata al setaccio e, alla fine, il tagliando vincente viene fuori, anche se puzza.
Il tagliando.
Perché il milione che il bitontino incasserà, come diceva Vespasiano, non avrà alcun odore, se non quello della fortuna.