15 giugno 2026 | 15:50
Attualità Mola

Un raro cigno selvatico avvistato a Mola di Bari

Martedì 3 febbraio, dopo oltre 40 anni, è stato avvistato il rarissimo cigno selvatico in Puglia.

È accaduto nel porto di Mola di Bari grazie alla segnalazione del castellanese Nicola Nitti, appassionato osservatore della fauna. L’osservazione ha suscitato immediatamente curiosità e attenzione nel mondo degli esperti e degli amatori. Sul posto, era presente anche il noto fotografo naturalista Tonio Altieri, barese di nascita ma conversanese di adozione. Altieri non è nuovo ad avvistamenti nel territorio di Conversano e Mola di Bari di specie avifaunistiche rare ed interessanti, molti dei quali documentati attraverso le pagine di quotidiani locali e regionali.

Ovviamente un avvistamento di tale portata, complice il passaparola amplificato dai vari social, ha subito attirato sul posto diversi fotografi e curiosi che si sono scatenati a condividere sulle proprie pagine foto e video del gratissimo ospite.

Per un birdwatcher e/o un fotografo naturalista l’avvistamento di un cigno selvatico rappresenta il prestigio di un incontro rarissimo, probabilmente l’unico della vita, e la cattura dell’eleganza primordiale in contesti selvaggi. A differenza del cigno reale, la variante selvatica simboleggia la purezza del Grande Nord e richiede una tecnica impeccabile per gestire il bianco del piumaggio senza perdere i dettagli materici.

In Italia il Cigno selvatico (Cygnus cygnus) è considerato una specie accidentale ed estremamente rara. Le segnalazioni storiche documentate più rilevanti risalgono addirittura al rigido inverno a cavallo fra il 1984 e il 1985 quando ben sei esemplari sostarono per qualche giorno nel Salento.

Il Cigno selvatico, da non confondere con il Cigno reale (Cygnus olor) che vediamo spesso in laghetti e parchi cittadini, vive nelle regioni settentrionali dell’Eurasia, nidificando principalmente nella tundra e nella taiga di Islanda, Scandinavia e Russia.

In inverno i cigni selvatici migrano essenzialmente interessando quattro rotte migratorie: la rotta islandese (gli uccelli nidificano in Islanda e svernano nelle Isole britanniche e in Irlanda), la rotta fennoscandica/russa (le popolazioni del nord Europa migrano verso il Mare del Nord, il mar Baltico e l’Europa centrale), la rotta siberiana (gruppi della Siberia occidentale svernano presso il mar Caspio e il mar Nero) e la rotta orientale (le popolazioni dell’Asia centrale migrano verso la Cina, la Corea e il Giappone).

Purtroppo la gioia è durata poco perché già nelle prime ore del pomeriggio, l’ormai famoso cigno selvatico, dopo il meritato riposto e la notorietà acquisita, era ripartito per il suo lungo viaggio.

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