20/01/2026 11:30
La crisi della sanità territoriale torna al centro del dibattito politico a Mola di Bari.
È accaduto lo scorso 12 gennaio, durante il Consiglio comunale, quando si è discusso della chiusura della Guardia Medica in alcuni giorni delle festività natalizie e dell’episodio di mancato soccorso denunciato dal cittadino Andrea Desilvio. Due vicende diverse ma strettamente connesse, che hanno riacceso il confronto sul diritto alla salute e sul ruolo degli enti locali nel garantire la continuità assistenziale.
A sollevare la questione è stato il consigliere comunale di opposizione Giangrazio Di Rutigliano, che ha rivolto una serie di quesiti all’Amministrazione comunale: dalle cause della chiusura della Guardia Medica all’eventuale conoscenza preventiva del disservizio, fino alle strategie da adottare per evitare che simili vuoti assistenziali si ripetano in futuro.
Il nodo politico, però, va oltre la mancata operatività del presidio sanitario per alcuni giorni. In assenza della continuità assistenziale, infatti, i cittadini – in particolare anziani e soggetti fragili – sono spesso costretti a rivolgersi ai Pronto Soccorso anche per urgenze non emergenziali, contribuendo a un sovraccarico ormai strutturale.
Un quadro confermato dall’episodio denunciato sui social da Andrea Desilvio, padre di Paolo, ragazzo con disabilità gravissima, totale assenza di autonomia e pluripatologie complesse. Il 2 gennaio, Paolo viene colpito da una crisi improvvisa e grave. Una situazione che, secondo il racconto del padre, avrebbe richiesto un intervento immediato del 118. L’ambulanza, però, impiega oltre mezz’ora ad arrivare, nonostante la postazione si trovi a pochi minuti dall’abitazione della famiglia, nel centro abitato di Mola di Bari. Quando il mezzo giunge sul posto, non è presente alcun medico a bordo e le strumentazioni risultano non funzionanti. Persino l’elettrocardiogramma, esame di base in caso di tachicardia, non può essere effettuato per problemi di collegamento alla rete. Seguono circa sessanta minuti di tentativi tecnici andati a vuoto, mentre le condizioni del ragazzo destano crescente preoccupazione. La situazione assume contorni ancora più critici nel momento in cui si valuta il trasferimento al Pronto Soccorso dell’Ospedale Di Venere di Carbonara. L’unica modalità sicura per Paolo è il trasporto in carrozzina, ma anche questa possibilità viene esclusa: l’ambulanza non è abilitata al trasporto di pazienti in carrozzina. Il mezzo lascia così l’abitazione senza una reale presa in carico sanitaria.
In un contesto nazionale segnato dalla crisi dei Pronto Soccorso e dalla carenza di personale, la sanità territoriale rappresenta una delle sfide più urgenti dei prossimi anni. Il dibattito apertosi a Mola di Bari dimostra come il tema non sia più rinviabile e come i cittadini chiedano risposte non solo programmatiche, ma operative, concrete e verificabili. Il confronto resta aperto, insieme alla necessità di trasformare annunci e progetti in servizi effettivi, capaci di garantire sicurezza sanitaria e continuità assistenziale all’intera comunità.