9 maggio 2026 | 19:39
Attualità Monopoli

Monopoli, il cantiere di Porta Vecchia è il più complesso

Porta Vecchia, è il tempo dei sottoservizi.

“La parte più difficile è stata superata”. Sono entrati Italgas e Enel nel cantiere di Porta Vecchia per il mastodontico progetto di restyling e messa in sicurezza dell’area, varco del centro storico e indiscutibile “cartolina della città”.

Un’opera finanziata con fondi PNRR da consegnare a marzo 2026 ma che, per ragioni legate alla necessità di approfondimenti e varianti in corso d’opera, vedrà un prolungamento dei tempi d’apertura: “È ora di fare chiarezza sulla portata reale di ciò che sta avvenendo a Porta Vecchia. Dietro ogni metro di terra smosso c’è una macchina istituzionale e tecnica di dimensioni enormi, un coordinamento mai visto prima che vede schierati i massimi organi di controllo e finanziamento: la Regione Puglia, al comando della strategia per le barriere soffolte, un intervento di ingegneria marina vitale per la sopravvivenza della nostra costa; la Città Metropolitana, garante del finanziamento che permette la realizzazione di questa imponente opera di messa in sicurezza; la Soprintendenza, custode intransigente di ogni vincolo archeologico e paesaggistico. Nulla accade senza il loro avallo.; il Rup e il team di archeologia, un presidio scientifico costante e obbligatorio che analizza ogni strato di terreno per tutelare la storia millenaria di Monopoli” spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Cristian Iaia, impegnatosi in una informazione franca e puntuale dell’andamento dei lavori che stanno creando disagi e difficoltà tanto ai residenti quanto agli operatori commerciali.

Parla di “coordinamento millimetrico fra giganti” e di “precisione come unico parametro ammesso” annunciando l’ingresso in cantiere dei tecnici per gli impianti elettrici e le linee del gas. “Porta Vecchia è oggi il cantiere più monitorato e complesso del territorio. Non stiamo solo spostando pietre: stiamo mettendo in sicurezza il futuro economico e ambientale della nostra città. Quando la Scienza (Politecnico di Bari), la Storia (Soprintendenza) e le Istituzioni (Regione e Città Metropolitana) lavorano insieme, il risultato non è solo un lavoro fatto bene, è una garanzia per le generazioni future. La grandezza dell’opera giustifica ogni attesa”.

Intanto è stato abbattuto il muro soggetto ad ammaloramento a causa dell’erosione.

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