☰
 
16 ottobre 2026 | 19:40
Attualità Monopoli

Oleodotto a Monopoli, dopo il “no” del sindaco interviene Magazzini Generali: “La VIA è ancora aperta, si valuti il progetto nel merito”

 Sul progetto del nuovo campo boe al largo di Monopoli e delle condotte di collegamento al deposito costiero si apre ora una fase di confronto ancora più netto. Da una parte c’è la posizione politica dell’Amministrazione comunale, formalizzata dal sindaco Angelo Annese nella conferenza stampa convocata nella serata di giovedì 10 settembre; dall’altra quella di Magazzini Generali Italiani, società del Gruppo Marseglia e proponente dell’intervento, che richiama il carattere ancora aperto della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in corso al Ministero dell’Ambiente.

Il Sindaco ha scelto parole inequivocabili. “Diciamo no al progetto”, è stata la posizione espressa a Palazzo di Città. Annese ha precisato che il giudizio dell’Amministrazione è di natura politica e distinto dalla valutazione tecnica in corso, sostenendo che, nella configurazione attuale, l’intervento “non rappresenta un’opportunità per il nostro territorio”. Il primo cittadino ha motivato la contrarietà soprattutto con il timore di una ulteriore occupazione dello specchio di mare da parte di navi di grandi dimensioni e con la volontà di non aumentare, “anche solo minimamente”, il rischio ambientale. “Il mare è il nostro futuro”, ha concluso.

La presa di posizione arriva dopo giorni di forte pressione politica e sociale intorno all’opera. Solo l’8 settembre l’Amministrazione aveva mantenuto una linea più interlocutoria, parlando di valutazione senza pregiudizi e della necessità di approfondire gli effetti sull’ambiente, sul turismo e sull’economia cittadina. Nelle stesse ore era emersa anche l’ipotesi, discussa dalla maggioranza, di una soluzione alternativa che eliminasse il campo boe e le condotte sottomarine, facendo attraccare le navi direttamente in porto.

A rendere ancora più acceso il dibattito è stata la mobilitazione di associazioni, forze politiche e operatori economici, in particolare del comparto turistico. La vicenda ha assunto ormai una dimensione cittadina e politica che va ben oltre gli aspetti strettamente autorizzativi. Anche la stampa regionale ha letto il cambio di tono dell’Amministrazione come una svolta rispetto alla prudenza mostrata nei mesi precedenti.

È in questo quadro che si inserisce la nota di Magazzini Generali Italiani. La società ricorda anzitutto che il procedimento di VIA statale ID 13879, relativo al “nuovo campo boe per navi cisterna di biocarburanti, oli vegetali e derivati, con sealine e pipeline interrate”, è stato avviato il 30 aprile 2025 ed è ancora nella fase di istruttoria tecnica presso il Ministero. La documentazione, sottolinea il proponente, comprende osservazioni del pubblico, pareri degli enti, integrazioni progettuali e controdeduzioni ed è pubblicamente consultabile.

L’azienda insiste proprio su questo aspetto: la valutazione finale non spetta al soggetto proponente e neppure può essere fatta discendere automaticamente da un singolo parere. Spetta invece all’autorità competente, con il supporto della Commissione tecnica VIA-VAS, esaminare nel complesso gli effetti dell’intervento. Magazzini Generali afferma di stare predisponendo risposte alle osservazioni arrivate da cittadini, associazioni, Comune, Regione Puglia, Arpa e Autorità marittima, ribadendo che le preoccupazioni espresse dalla comunità locale saranno valutate nell’ambito della procedura.

Il cuore della controversia resta quello ambientale. La VIA, ricorda la società, dovrà considerare ambiente marino e costiero, habitat e Posidonia oceanica, acque e sedimenti, sicurezza della navigazione, posa delle condotte, viabilità, emissioni, rumore, salute pubblica, paesaggio, pesca, turismo e usi del mare. Non si tratta quindi, nella ricostruzione dell’azienda, di una verifica limitata a un solo elemento dell’opera, ma di una valutazione complessiva dei possibili effetti sull’ecosistema e sul territorio.

Sul versante dei benefici, Magazzini Generali sostiene che il progetto potrebbe consentire una razionalizzazione della logistica dei biocarburanti e degli oli vegetali e una riduzione del trasporto su gomma. Nella documentazione progettuale viene indicata come stima la possibile eliminazione di oltre 20 mila transiti di mezzi pesanti all’anno, con conseguenti effetti sulle emissioni e sulla circolazione. La stessa società, tuttavia, precisa che si tratta di dati previsionali e non di benefici già accertati: dovranno essere verificati insieme agli effetti prodotti dal traffico navale, dall’ormeggio delle navi, dai cantieri e dall’esercizio dell’infrastruttura.

Il progetto sottoposto a VIA prevede, secondo gli atti richiamati anche in un’interrogazione depositata al Senato, un campo composto da cinque boe a circa 500 metri dalla costa, destinato a navi cisterna fino a 35 mila tonnellate, con un sistema di condotte che dovrebbe collegare il mare al deposito della zona industriale.

Magazzini Generali si dice disponibile a proseguire il confronto con Ministero, Regione, Comune, Arpa e Autorità marittima e ad approfondire eventuali alternative, misure di mitigazione e sistemi di monitoraggio. La società precisa inoltre che, qualora la VIA fosse favorevole con prescrizioni, tali condizioni diverrebbero vincolanti e sarebbero soggette alle verifiche previste dalla normativa.

Il messaggio conclusivo del proponente è dunque rivolto soprattutto al metodo: il procedimento è ancora pendente e nessun risultato, favorevole o contrario, può essere considerato già acquisito. La VIA dovrà valutare anche le alternative ragionevoli e la cosiddetta “opzione zero”, vale a dire la mancata realizzazione dell’intervento.

Ed è probabilmente proprio su questa differenza di piani che si giocherà la fase successiva della vicenda. Sul piano politico il Comune di Monopoli ha ormai espresso un netto no al progetto nella configurazione attuale. Sul piano amministrativo e ambientale, invece, l’istruttoria ministeriale non è conclusa. Due percorsi distinti che ora dovranno inevitabilmente confrontarsi con una mobilitazione cittadina sempre più forte e con la richiesta, avanzata dall’azienda, che la decisione conclusiva venga assunta sulla base dell’intero quadro tecnico e ambientale.

© Riproduzione riservata