05/02/2026 12:36
Ha fatto riflettere, acceso nuove consapevolezze e unito generazioni intere la prima edizione del Festival dell’Educazione – Istruzioni per il futuro, iniziativa organizzata dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Monopoli.
Dal 22 al 24 gennaio, il Teatro Radar ha ospitato tre giorni di confronto aperto sull’educazione. Un tema che la cronaca sta restituendo come emergenza/urgenza che famiglie, scuole, enti ed istituzioni sono chiamate ad affrontare.
La criminologa Roberta Bruzzone ha chiuso la rassegna in un Radar sold-out cui ha consegnato la necessità di essere “genitori solidi” ricordando come l’educazione sia un impegno collettivo.
La mattina, invece, Chiara Scardicchio, attraverso la storia di Harry Potter, ha aiutato a riconoscere la parte oscura di ciascuno mostrando come l’ambiente influenzi lo sviluppo cognitivo e come l’unicità di ciascuno risieda nella possibilità di scegliere chi essere.
Sul palco del Festival è salito anche il professor Giuseppe Lavenia per un viaggio dentro il mondo digitale in cui ha svelato rischi, pericoli e fragilità che abitano gli smartphone lasciando un carico di domande su come quest’oggetto stia influenzando le vite. Rosangela Paparella, responsabile del Centro Antidiscriminazione Mo.N.DI, progetto finanziato da UNAR – Ministero delle Pari Opportunità, si è soffermata sulle paure: grandi, piccole, buffe, segrete. Da sconfiggere insieme.
In Rendella, in concomitanza, si è tenuta la mostra documentaria dell’Archivio Storico Comunale “La maestra in epoca preunitaria e le scuole delle contrade (1920-1960), a cura dell’Associazione Ecomuseo dell’Educazione che ha messo in risalto la nascita e lo sviluppo della scuola come pilastro educativo e civile, attraverso le figure delle maestre, le aule allestite nelle contrade, i registri, i documenti e le testimonianze di un’epoca in cui educare voleva dire dare forma alla comunità. Un percorso di riscoperta che mette in luce come l’istruzione rurale sia stata il primo autentico collante sociale del territorio.
Il Festival ha offerto dei punti di riflessione da usare come un manuale di istruzioni per il futuro. In un periodo storico in cui adolescenti e giovani adulti si trovano immersi tra violenze e fragilità, è importante riaccendere il dibattito sul ruolo dell’educazione e degli adulti come punti guida. Forse, la vera sfida è ritrovare i valori e i mezzi per educare non solo alla perfezione, ma soprattutto al fallimento.