17 aprile 2026 | 10:29
Attualità Noci

A Noci la medicina al centro di due incontri

A fine gennaio, secondo tradizione dell’Università della Terza Età , si sono tenute due Conferenze nel Chiostro delle Clarisse presentate dal Presidente Cesareo Putignano e coordinate dal prof. Nicola Simonetti, modello ed esempio di “longevità attiva”.

La prima sul tema: “Ridare qualità alla vita attraverso la cura del dolore” con l’intervento del dott. Vito Gentile, Responsabile Ambulatorio di Terapia del Dolore PTA di Noci. Il principio affermato è che: “Dolore, lo si deve lottare e sedare: oggi si può!”.

La lotta al dolore è diritto fondamentale, tutelato, in Italia, dalla Legge. Il dolore “totale” è sintomo, condizione complessa fisica, psichica, sociale ed esistenziale/spirituale causa di isolamento, perdita di ruolo, angoscia, ansia, depressione, paura, senso di impotenza… disperazione. Un dolore può comparire all’improvviso o dopo un trauma e lo si definisce “acuto” oppure può essere persistente, cioè “cronico” (nel mondo, un miliardo e mezzo di persone; in Italia oltre 10 milioni di adulti).

Le cefalee colpiscono 1,4 miliardi di persone, specie donne. Spesso, purtroppo, c’è ritardo (anche anni) tra l’insorgenza dei sintomi, la diagnosi corretta e il trattamento specialistico.  Le cause, lo ha ribadito il dott. Vito Gentile, specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia del Dolore. In ambulatorio di terapia del dolore (del nostro Presidio Territoriale di Noci) si accede gratuitamente su richiesta del medico di famiglia per varie patologie (osteoarticolari, neurologiche, oncologiche etc.).

Il dolore deve essere “ascoltato” dal medico per comprenderne le cause, “misurato” anche per valutare l’efficacia del trattamento. Quest’ultimo si basa su approccio multidisciplinare, che include farmaci, terapie fisiche, farmacologiche d’avanguardia, tecnologie digitali, bio-ingegneristiche, stimolatori midollari, dispositivi digitali e, ora, anche dell’intelligenza artificiale, supporto psicologico, sociale e spirituale. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, ridurre l’angoscia e preservare la dignità sempre. Un approccio che guardi anche alla persona sofferente nella sua interezza. Ippocrate (460- 360 a.C.), il “padre della medicina” sentenziò “È cosa divina lenire il dolore” a sottolineare il dovere-compito tra i più elevati e quasi sacri della medicina. Il dolore è sulla via della sconfitta.

Nella seconda Conferenza, invece, si è parlato di “Medicina rigenerativa e chirurgia protesica”. In questa circostanza i relatori, sempre stimolati da Nicola Simonetti sono intervenuti il dott. Dario Rodio ed il dott. Angelo Intini.

Si dice medicina rigenerativa il processo di rimpiazzamento e rigenerazione di cellule, tessuti e organi umani per ripristinare le normali funzioni e guarire tessuti od organi. Essa mira a riparare, sostituire o rigenerare tessuti e/o organi danneggiati da traumi, malattie o invecchiamento, finora irreparabili: un “rimpiazzo” di tessuti usurati e, in prospettiva, cellule staminali (ematopoietiche, staminali, mesenchimali, linfociti, ecc.) di paziente o donatore per risolvere anche il problema della mancanza di organi disponibili per il trapianto, fino a giungere a ingegneria tissutale.

L’elevata preparazione e capacità professionali, tecniche e metodiche studiate per il singolo paziente raggiungono miglioramenti/guarigioni prima impensabili con il 90% di risultati ottimi, buoni, soddisfacenti.

Il risultato è la rigenerazione di tessuti danneggiati e recupero della funzione articolare.

 

 

 

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