03/02/2026 14:49
Costruire città più sicure partendo dal territorio: è questo l’obiettivo della rete dei Punti Viola, progetto promosso dall’associazione DonneXStrada e sempre più diffuso su scala nazionale.
I Punti Viola sono esercizi commerciali e realtà aperte al pubblico che scelgono di aderire volontariamente all’iniziativa. Bar, farmacie, negozi e associazioni entrano a far parte della rete dopo aver seguito una formazione specifica curata dal team legale e psicologico di DonneXStrada, con l’obiettivo di offrire un primo supporto alle persone che si trovano in difficoltà.
Alla base del progetto c’è l’idea che la sicurezza non possa essere demandata esclusivamente alle istituzioni, ma debba nascere anche dal coinvolgimento diretto della comunità. Creare una rete di Punti Viola significa, infatti, rendere i quartieri più attenti, consapevoli e pronti a rispondere ai bisogni delle persone.
Attualmente, in Italia, i Punti Viola attivi sono circa 900. Tutti i luoghi aderenti sono consultabili attraverso una mappa pubblica disponibile sul sito dell’associazione DonneXStrada, che consente di individuare facilmente gli spazi sicuri presenti sul territorio.
L’associazione nocese ARCI U Capòne è recentemente entrata a far parte della rete. Attiva sul territorio dal 2024, rappresenta una piccola “Casa del popolo” di Noci: uno spazio dedicato alla cultura, agli eventi e al confronto politico. Un luogo che si propone come una piazza reale, dove il dibattito torna ad essere fisico e collettivo, lontano dalle dinamiche del mondo virtuale. Qui i corpi continuano a incontrarsi e a condividere esperienze, superando barriere legate alla classe sociale, alla provenienza, al genere e all’età.
“L’obiettivo dell’associazione è essere una casa per tutti”, afferma Miriam Curci, socia fondatrice del direttivo di ARCI U Capòne. “La sede è frequentata da gruppi eterogenei” – prosegue – “qui convivono bambini che disegnano e adulti che ascoltano musica. Il pubblico è vario, così come le attività che proponiamo”. L’accesso agli eventi è riservato ai soci ARCI. “La tessera ha un costo annuale di dieci euro”, spiega Curci, “ma lo spazio può e deve restare accessibile”.
In questa prospettiva, l’associazione ha scelto di aderire al progetto Punti Viola, che mira a offrire un luogo sicuro per donne e vittime di discriminazione di genere. “È un progetto aperto a tutte le attività commerciali che presidiano il territorio”, precisa Curci. “Rivolgo un invito ai commercianti nocesi affinché possano valutare, anche loro, la possibilità di diventare Punto Viola”.
La presenza dei Punti Viola può rendere le strade più sicure, creando spazi fidati e punti di riferimento per l’intera comunità. Diventare Punto Viola significa assumere un ruolo attivo sul territorio: un luogo in cui il personale è formato per accogliere e sostenere chi si trova in difficoltà.
“Abbiamo partecipato a due percorsi di formazione”, spiega Curci. “Il primo dedicato al sostegno psicologico, il secondo di natura legale, in cui ci è stato illustrato come intervenire in situazioni di emergenza”. Un punto sicuro che nasce dall’osservazione del territorio: giovani, donne e persone straniere che non hanno ancora sviluppato piena fiducia nella comunità in cui vivono. Essere Punto Viola significa aprirsi a una realtà sociale eterogenea, costruire una rete di supporto per chi, spesso, non sa come orientarsi in un nuovo contesto. Incontrare l’altro, abbattere barriere culturali e linguistiche. “Come associazione e come Punto Viola cerchiamo di offrire supporto anche sulle questioni burocratiche”.
Non è sempre semplice comprendere le difficoltà che una persona straniera può incontrare di fronte alla burocrazia italiana. Talvolta, basta essere accolti senza troppe domande. Sapere che esiste un luogo nel paese dove opera una rete di supporto anche psicologico può rappresentare una forma di sicurezza. “La notizia dell’adesione al Punto Viola ha acceso il dibattito sull’importanza di uno spazio pubblico aperto e inclusivo”, racconta Curci. “Sono arrivati numerosi messaggi da professioniste interessate a collaborare con noi”. Una notizia che ha rafforzato la volontà della comunità di agire, di non avere paura della strada e di dare fiducia alle donne del paese.
U Capòne diventa così un megafono per i piccoli spazi dove accadono cose grandi. “Il nostro obiettivo è crescere attraverso collaborazioni con le scuole e i centri antiviolenza”, conclude Curci. Un piccolo spazio comune che si trasforma in Punto Viola, con l’ambizione di estendersi sul territorio e di contribuire a un percorso di sensibilizzazione sui temi della violenza di genere e della sicurezza.