24/02/2026 11:26
Focolai di Xylella Fastidiosa nel territorio pugliese. L’Osservatorio Fitosanitario Regionale ha disposto, ai sensi del Regolamento (UE) 2020/1201, l’attività di monitoraggio anche nelle aree ricadenti in zona cuscinetto, tra cui il territorio del Comune di Noci.
Le operazioni, a cura dell’ARIF Puglia – Area Foreste e Fitosanitaria, sono iniziate mercoledì scorso. Il monitoraggio sarà effettuato da professionisti selezionati dall’ARIF e formati dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale, ai quali è stata attribuita, con decreto MIPAAF, la qualifica di “Assistente fitosanitario”, con le prerogative previste dalla normativa vigente.
L’intera attività non comporterà alcun intervento invasivo o distruttivo. Le operazioni consisteranno esclusivamente nell’accesso ai fondi agricoli da parte degli Assistenti fitosanitari e nel prelievo di piccolissime parti di pianta per le necessarie verifiche.
Come la Xylella è arrivata in Puglia
Secondo uno studio condotto da scienziati in Italia, Francia e Stati Uniti, il batterio “Xylella fastidiosa” è arrivato per la prima volta in Italia nel 2008, su una pianta di caffè, e successivamente si è adattato agli ulivi nella regione meridionale della Puglia, finendo per uccidere milioni di piante.
“Xylella fastidiosa” è un patogeno invasivo che può infettare almeno 595 specie di piante. È stato scoperto in Europa nel 2013, dopo l’inizio di un’epidemia tra gli ulivi della Puglia, per poi diffondersi in Francia, Spagna e Portogallo. Provoca il cosiddetto Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO), che fa seccare foglie, ramoscelli e rami, uccidendo rapidamente la pianta. Il nome fastidiosa deriva dalla difficoltà di coltivarla in laboratorio.
Anche se l’epidemia è rallentata rispetto ai livelli raggiunti tra il 2015 e il 2018, è necessario combinare diverse strategie per prevenire i danni. Monitoraggio rigoroso, controllo meccanico dei vettori, rigenerazione tramite varietà resistenti e interventi di eradicazione mirati rappresentano l’unica via percorribile.