9 maggio 2026 | 18:20
Cronaca Noci

Conforti seduto sulle carte, non sui soldi

Una vicenda complessa, dai risvolti umani e giudiziari che continuano a generare sofferenza e inquietudine nelle persone coinvolte. È quella legata alla nota inchiesta di Molfetta, di cui si occupa questa mattina Fax edizione Noci, che negli anni ha visto coinvolte 22 persone con accuse pesanti, tra cui corruzione e turbativa d’asta. Tra i nomi finiti nell’indagine figura anche l’ingegnere Paolo Conforti, che da tempo sostiene con determinazione la propria estraneità ai fatti e ribadisce con forza la sua innocenza. Nella mattinata di oggi, dopo la pubblicazione dell’articolo dedicato alla vicenda, Conforti ha contattato la redazione per contestare, in particolare, l’impostazione di alcuni titoli che identificano la notizia e che – a suo dire – rappresenterebbero una forzatura giornalistica non accettabile. L’ingegnere ha contestato soprattutto l’espressione “seduto sui soldi”, ritenendola una definizione inappropriata e ingiustamente evocativa di una responsabilità, in grado di alimentare nell’opinione pubblica una percezione distorta della vicenda, e dunque una sofferenza ulteriore per chi si trova da anni dentro un percorso giudiziario ancora incompiuto. Ringraziamo l’ingegner Conforti per aver scelto la via del confronto diretto, offrendo così l’occasione di chiarire pubblicamente il senso della ricostruzione riportata e, soprattutto, di precisare un punto essenziale. Entrando nel merito, va infatti ribadito con chiarezza – così come già emerge dalla cronaca riportata – che l’articolo è incentrato sulla linea difensiva dell’ingegnere, proprio a garanzia del diritto di replica e della necessaria completezza dell’informazione. Secondo Conforti ciò che l’accusa definisce una presunta busta di tangenti non sarebbe affatto denaro. Sarebbero, invece, semplici fogli di carta, che – come l’ingegnere sarebbe in grado di documentare proprio attraverso i video dell’intercettazione ambientale – sarebbero stati appoggiati sul sedile da un funzionario comunale prima che lui vi si sedesse. Nella ricostruzione difensiva, dunque, non esisterebbe alcun gesto riconducibile a una condotta corruttiva, né tantomeno una scena che possa essere sintetizzata, anche solo simbolicamente, come “sedersi sui soldi”. L’ingegnere, infatti, afferma di poterlo dimostrare anche attraverso la visione delle intercettazioni ambientali, nelle quali si vedrebbe il funzionario posare quegli elementi sul sedile in questione. Al netto delle considerazioni dell’ingegnere, al quale garantiamo ampio spazio di replica e la massima disponibilità al chiarimento, c’è un aspetto più delicato che ci permettiamo di sottolineare e, per certi versi è il più doloroso, resta un altro: la durata anomala della fase preliminare del procedimento. L’inchiesta, sarebbe da anni bloccata in una fase che continua a non approdare a un dibattimento, lasciando di fatto gli indagati sospesi in un limbo. Una condizione che, al di là dei tecnicismi giudiziari, produce conseguenze pesanti anche sul piano personale: vivere per anni con un’accusa sulle spalle, senza possibilità di arrivare a una sede in cui chiarire, confutare, dimostrare espone le persone coinvolte ad un calvario che logora e lascia segni profondi. Ed è difficile non cogliere l’elemento oggettivo: attese così lunghe diventano, per chi è coinvolto, una pena indiretta, a prescindere da come la vicenda giudiziaria andrà a concludersi. Per questo non era e non è intenzione di Fax alimentare forme di pregiudizio nei confronti di un professionista che, fino a prova contraria, è innocente e a cui, va dato atto sta da anni combattendo tenacemente per poter affermare la propria innocenza in un’inchiesta complicata. A completare il quadro, l’ingegnere Conforti vi sarebbe un ulteriore elemento: un presunto errore di omonimia, che avrebbe inciso e condizionato la sua posizione giudiziaria. Un dettaglio non marginale, perché richiama uno dei timori più comuni e più drammatici per chi finisce in un’indagine: essere coinvolto per equivoci, per associazioni errate, per coincidenze che diventano macigni. Conforti sarebbe in grado documentare, con le stesse intercettazioni dell’inchiesta, che si sarebbe trattato di fogli di carta appoggiati sul sedile da un funzionario comunale, prima che lui vi si sedesse. Ringraziamo l’ingegner Conforti per averci dato la possibilità di chiarire questo aspetto e gli auguriamo di poter presto dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati.

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