aggiornato il 27/01/2014 alle 15:12 da

Giornata della Memoria, il messaggio del sindaco Nisi

domenico nisi copiaNOCI – Sono trascorsi quattordici anni dall’istituzione in Italia del Giorno della Memoria in ricordo della Shoah, ed ancora ieri i telegiornali raccontavano di manifestazioni di antisemitismo e di offesa alla memoria.
Ragazzi, vi invito a considerare il valore imprescindibile della Memoria, di questo tragico passato come di tutto il passato, giacché nulla di ciò che di peggiore si è consumato nei secoli è definitivamente uscito dagli orizzonti dell’umanità.
Il sacrificio degli ebrei – e di quanti insieme a loro in quegli anni sono stati sacrificati a progetti razziali – rappresenta la più preziosa delle memorie, perché è la memoria di un passato a noi prossimo. Resa cruda, vera, impietosa dalla inoppugnabile rivelazione delle immagini e delle testimonianze dirette, ci costringe a guardare, senza poter coprire gli occhi, ciò che è accaduto non per la prima e unica volta nella storia e nel cuore dell’Europa, non per la prima e unica volta per mano degli Europei. Lo diceva Primo Levi – come certamente sapete – lanciando lo a noi come un grido disperato e nel contempo carico della speranza del futuro: è accaduto nel cuore della “colta e civile Europa” e perciò può -1 ancora accadere, se la memoria del passato non sostiene la coscienza collettiva.
“Ricordare” è la responsabilità a cui siamo chiamati come donne e uomirtÌ di questo tempo e come costruttori di un tempo nuovo.
“Ricordare” è ciò che chiedono gli sguardi giunti fino a noi delle donne, degli uomini, dei bambini dell’Olocausto.
Solo ricordare. Possiamo farlo?
Ma, attenti! Non solo oggi. Non solo questo.
Dalla celebrazione di questa giornata deve prendere forza tutta la memoria del passato, di tutto il passato.
I volti della Shoah sono i volti degli ambasciatori, presso il nostro presente, di tutte le vittime di tutti i genocidi della Storia. Studiare la Storia è il rispetto che dobbiamo a questi ambasciatori e a tutti coloro di cui ci parlano. Studiare la Storia è il rispetto che dobbiamo a noi stessi e tutti coloro che ancora dovranno venire al mondo.
Studiare la Storia dell’umanità, come del nostro paese, la Storia-dei grandi eroi e delle moltitudini, come la Storia della nostra comunità cittadina e dei nostri eroi.
Anche di questi e per conto di questi ci parlano quegli immensi occhi che dal 1945 restano aperti su di noi.

© Riproduzione riservata 27 Gennaio 2014

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