9 marzo 2026 | 10:01
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Da Bari all’Ariston: Ermal Meta sceglie la via della resistenza civile

Cresciuto artisticamente a Bari, Ermal Meta sceglie ancora una volta di percorrere una strada personale. In gara alla 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Stella stellina”, l’artista porta sul palco dell’Ariston un brano politicamente impegnato.

“Stella stellina”, il brano in gara al Festival

“Non basta una preghiera per non pensarci più”, canta Meta in uno dei passaggi centrali del pezzo presentato nella prima serata. “Stella stellina” è una ninna nanna che si trasforma progressivamente in una denuncia contro la tragicità della guerra. Il brano, nato in collaborazione con Dardust, racconta il legame tra un padre e una figlia in un contesto segnato dal conflitto, mescolando sonorità latine e ritmi balcanici in una costruzione musicale quasi in contrasto con il testo.

Il dettaglio del nome “Amal” ricamato sulla giacca indossata all’Ariston è il nome di una bambina di Gaza. Ogni sera, porterà un nome diverso in ricordo di tutti i bambini e le bambine vittime del conflitto in Palestina. “Figlie di nessuno, figlie di tutti”, ha scritto il cantate sui social.

L’infanzia di Ermal Meta tra dittatura e speranza

Meta, nato in Albania e cresciuto in Puglia, non ha mai evitato di esporsi su temi legati ai conflitti e al terrorismo. Nel 2018 vinse il Festival insieme a Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, brano dedicato alle vittime degli attentati, tra cui quello al Bataclan di Parigi del 2015.

La sua sensibilità affonda le radici in una storia personale complessa. L’infanzia vissuta nell’Albania degli anni Ottanta, sotto la dittatura di Enver Hoxha, è stata più volte raccontata dall’artista in interviste e interventi pubblici. Un clima di repressione e paura che portò la madre a fuggire in Italia con i tre figli, in un viaggio segnato dal rischio ma anche da gesti di solidarietà. “Due atti di gentilezza salvarono quattro vite, tra quelle quattro vite c’era anche la mia”, raccontò nel 2023 durante un monologo televisivo a Le Iene. “Siate gentili, potreste salvare qualcuno”.

Il messaggio finale

Un messaggio che oggi ritorna, in forma poetica, anche in “Stella stellina”. Una canzone che non si limita alla dimensione privata, ma si apre a una riflessione più ampia sulla violenza dei conflitti e sulla fragilità dell’infanzia nei territori di guerra. Una scelta coerente con il percorso artistico di Meta, che all’Ariston conferma la volontà di usare la musica non solo come intrattenimento, ma come strumento di racconto e resistenza civile.

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