05/02/2026 11:06
L’olio extravergine d’oliva non è più solo un prodotto simbolo della dieta mediterranea, ma si afferma sempre di più come leva strategica per il turismo e la valorizzazione dei territori.
Secondo i dati più recenti, il 64% dei viaggiatori italiani dichiara di essere interessato a esperienze di oleoturismo, come visite in frantoio, passeggiate tra gli uliveti e degustazioni guidate. Secondo l’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, l’interesse per le esperienze turistiche a tema olio è cresciuto del 37% tra il 2021 e il 2024. A beneficiare maggiormente di questo interesse sono alcune regioni simbolo dell’enogastronomia italiana. Puglia e Toscana si collocano al primo posto tra le mete più riconosciute dagli italiani (41%), seguite da Emilia-Romagna e Sicilia.
Un risultato che conferma il ruolo centrale della Puglia non solo come territorio produttivo, ma anche come destinazione esperienziale. In questo contesto si è inserito EVOLIO Expo 2026, la fiera internazionale B2B dedicata all’olio extravergine d’oliva, che si è svolta dal 29 al 31 gennaio 2026 presso la Fiera del Levante di Bari. La manifestazione ha dedicato un ampio focus proprio all’oleoturismo, inteso come strumento di sviluppo economico, culturale e turistico.
Organizzata da Senaf per conto di Nuova Fiera del Levante, con il sostegno del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, di Pugliapromozione e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, EVOLIO Expo è stato un luogo di incontro tra produttori, buyer, istituzioni, operatori del turismo e mondo della ricerca, rafforzando il dialogo tra filiere diverse ma complementari. “La crescita dell’interesse per le esperienze turistiche a tema olio è il segnale di un cambiamento profondo nelle motivazioni di viaggio – spiega Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e docente all’Università di Bergamo –. L’olio EVO è oggi tra i prodotti più rappresentativi del patrimonio enogastronomico italiano, subito dopo il vino”.
Secondo Garibaldi, l’oleoturismo sta evolvendo verso una dimensione sempre più multisensoriale, dove alle degustazioni e alle visite tradizionali si affiancano esperienze legate al benessere psicofisico, alla sostenibilità e alla scoperta del territorio. Un modello capace di intercettare in particolare le nuove generazioni, soprattutto la Generazione Z, sempre più attenta all’autenticità e al coinvolgimento diretto. Anche le imprese stanno rispondendo in modo proattivo a questa domanda crescente.
Le aziende olivicole ampliano l’offerta turistica, trasformando l’olio in un racconto di identità, cultura e paesaggio. Un percorso che coinvolge ristorazione, strutture ricettive, musei e agenzie di viaggio, dando vita a una rete integrata tra agricoltura e turismo. Ampio spazio è stato dedicato anche all’internazionalizzazione, con Bari come punto di riferimento per l’incontro tra imprese italiane e mercati esteri. Circa 50 buyer internazionali, importatori e professionisti dei canali GDO e Ho.Re.Ca. hanno partecipato a sessioni di business matching e incontri B2B, favorendo nuove opportunità di sviluppo e collaborazione.
Un ecosistema che rafforza il posizionamento dell’olio extravergine d’oliva italiano come simbolo di eccellenza, sostenibilità e identità mediterranea, e che conferma la Puglia come centro privilegiato per il futuro dell’oleoturismo.