04/12/2025 15:42
Nel corso del 2025 la fragilità sanitaria in Italia ha assunto proporzioni ancora più estese: oltre mezzo milione di persone – 501.922 per la precisione – si è rivolta alle 2.034 organizzazioni assistenziali collegate al Banco Farmaceutico per ottenere farmaci e terapie senza costi, impossibili da acquistare autonomamente. Un anno prima erano 463.176: la crescita è stata dell’8,4%. Colpisce inoltre un dato in controtendenza rispetto al passato: i minori superano gli anziani tra coloro che richiedono aiuto.
Queste evidenze emergono dal 12° Rapporto sulla Povertà Sanitaria diffuso dal Banco Farmaceutico presso l’Aifa. Nel documento si riflette anche sul significato dell’intervento solidale: come sottolinea il presidente della Fondazione, Sergio Daniotti, la gratuità resa possibile da volontari, farmacisti, aziende e cittadini non basta se non è accompagnata da una comprensione profonda delle condizioni di chi vive il disagio sanitario. Solo uno sguardo capace di intrecciare analisi culturale e scientifica può generare risposte più adeguate e durature.
Il rapporto traccia anche un profilo dei cosiddetti “poveri sanitari”. La maggioranza è composta da uomini (51,6%) e da persone tra i 18 e i 64 anni (58%). L’incidenza dei minori è elevata: 145.557 bambini e adolescenti, pari al 29%, una quota superiore a quella degli anziani (21,8%, 109.419 persone). Prevalgono inoltre i casi legati a patologie acute (56%) rispetto alle condizioni croniche (44%).
Un’altra sezione dell’analisi riguarda le uscite che le famiglie devono sostenere per i medicinali. Nel 2024 la spesa complessiva, secondo Aifa, ha raggiunto 23,81 miliardi di euro, con un incremento di 171 milioni (+0,7%) sul 2023. Tuttavia il Servizio sanitario nazionale copre solo una parte dell’importo: 13,65 miliardi (57,3%), mentre 10,16 miliardi (42,7%) restano totalmente a carico dei cittadini. Pur registrando un lieve calo rispetto al 2023 (-4,6%), nell’arco di sette anni il peso diretto sulle famiglie è aumentato di 1,78 miliardi (+21,26%), passando dagli 8,37 miliardi del 2018 agli oltre dieci attuali.
L’ultimo capitolo del rapporto affronta il tema della rinuncia alle cure. Nel 2024, sulla base dei dati Istat, quasi un italiano su dieci (9,9%) non ha potuto effettuare visite specialistiche o accertamenti nell’anno precedente. Il 6,8% ha rinunciato a causa delle liste d’attesa troppo lunghe; il 5,3%, pari a circa 3,1 milioni di persone, lo ha fatto per motivi economici.