17 aprile 2026 | 10:57
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Sanremo al via, la Puglia protagonista sul palco dell’Ariston

Si accendono questa sera le luci del Teatro Ariston per la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Alla conduzione torna Carlo Conti, chiamato a guidare una kermesse che, da oltre settant’anni, rappresenta molto più di una gara musicale: Sanremo è specchio dell’Italia che cambia, gigantesca macchina mediatica capace di catalizzare per una settimana l’attenzione del Paese.

Piaccia o no, il Festival resta il centro della cultura popolare italiana. Un evento che ogni anno rinnova linguaggi, polemiche, successi e tormentoni, dentro un’industria musicale in continua evoluzione.

La Puglia sul palco

Anche quest’anno la Puglia sarà rappresentata all’Ariston. Tra i nomi legati alla regione figurano Serena Brancale, Ermal Meta e Raf, tre artisti con percorsi e sensibilità differenti, ma accomunati da un forte legame con il territorio.

Ma la presenza pugliese a Sanremo non è una novità. Anzi, la storia del Festival è costellata di protagonisti arrivati dal tacco d’Italia.

Dai pionieri a Modugno

La prima edizione del Festival si tiene nel 1951. Tra i primi pugliesi a salire sul palco c’è Gino Latilla, barese, che conquisterà il grande pubblico nel 1954 con “Tutte le mamme”.

Nel 1956 Franca Raimondi, originaria di Monopoli, vince con “Aprite le finestre”. Nel 1958 è Domenico Modugno, di Polignano a Mare, a scrivere una delle pagine più celebri della musica italiana con “Nel blu dipinto di blu”, universalmente conosciuta come “Volare”. Un brano che travalica il Festival e diventa simbolo della canzone italiana nel mondo.

Nel 1964 Patricia Carli, tarantina, è tra gli autori di “Non ho l’età”, brano portato alla vittoria da Gigliola Cinquetti.

Gli anni d’oro

Gli anni Settanta si aprono con Nicola Di Bari, foggiano, vincitore nel 1971 con “Il cuore è uno zingaro” e nel 1972 con “I giorni dell’arcobaleno”.

Tra gli anni Ottanta e Novanta, la Puglia continua a lasciare il segno con Al Bano Carrisi, di Cellino San Marco, spesso in coppia con Romina Power, e con Anna Oxa, artista dalla forte personalità e dalle molteplici trasformazioni artistiche.

Dal Duemila a oggi

Nel 2003 Dolcenera, di Galatina, conquista il pubblico con “Siamo tutti là fuori” nella sezione Giovani. Emma Marrone, salentina, vince il Festival con “Non è l’inferno” nel 2012.

Ermal Meta, cresciuto artisticamente a Bari, trionfa nel 2018 insieme a Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”. Nel 2020 Diodato, tarantino, si impone con “Fai rumore”, brano destinato a diventare simbolo di un periodo storico complesso.

I pugliesi in gara

Quest’anno sono tre gli artisti legati alla regione che salgono sul palco dell’Ariston.

Serena Brancale propone un brano intimo e personale, una canzone che guarda agli affetti più profondi con un’esibizione essenziale, senza effetti scenici ridondanti, puntando tutto sull’interpretazione.

Raf, artista di lunga esperienza, porta una ballad romantica, giocata su eleganza e misura, nel solco della sua tradizione musicale.

Ermal Meta sceglie invece un racconto più narrativo, affrontando tematiche delicate attraverso uno sguardo intimo e familiare.

Sanremo resta Sanremo. E mentre l’Italia si divide tra favoriti, polemiche e classifiche provvisorie, la Puglia conferma il suo legame storico con il Festival, continuando a scrivere una pagina importante della canzone italiana.

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