26/11/2025 08:06
In Puglia le elezioni regionali hanno registrato un dato politico che, più di altri, merita attenzione: una quota significativa dell’elettorato tradizionalmente riconducibile al centrodestra ha scelto di sostenere Antonio Decaro, contribuendo in modo rilevante al risultato finale.
Secondo l’analisi dell’istituto Cattaneo, circa il 30% degli elettori pugliesi che nel 2024 avevano scelto forze politiche della destra – in particolare Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ha votato per il candidato del campo largo guidato da Decaro. Una cifra che, tradotta in dinamiche elettorali, va oltre il semplice spostamento marginale: si tratta di un fenomeno strutturato, trasversale e geograficamente diffuso.
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con le percentuali del voto di preferenza: in Puglia, la lista che ha ottenuto il maggior numero di consensi personali è stata quella del Partito Democratico, con oltre 200 mila preferenze, e lo stesso Decaro ha registrato numeri decisamente sopra la media nazionale delle candidature analoghe.
L’istituto sottolinea come questo travaso non sia stato casuale né limitato a un segmento debole dell’elettorato: il 31% di chi nel 2024 aveva votato Fratelli d’Italia, il 29% degli elettori della Lega e il 30 di quelli di Forza Italia ha scelto di sostenere la candidatura di Decaro. Una porzione consistente che, in termini numerici e simbolici, rappresenta un fenomeno di rottura e – al tempo stesso – di convergenza.
Il dato pugliese si distingue dal resto d’Italia. In Veneto, ad esempio, il voto di preferenza ha mostrato un elettorato stabile nella collocazione politica, con esigui passaggi tra gli schieramenti.
In Puglia, invece, il voto ha assunto un carattere civico, trasversale e meno ideologico, tradotto nella scelta di una figura ritenuta affidabile e radicata nel territorio, indipendentemente dal perimetro politico tradizionale.
Per l’Istituto Cattaneo, questo movimento non rappresenta solo una dinamica locale, ma un segnale potenzialmente anticipatore di nuovi comportamenti elettorali nelle consultazioni future, soprattutto in regioni meridionali con forte personalizzazione del consenso e presenza di reti amministrative consolidate.