25/11/2025 08:59
Come si può, con 23.062 voti, considerarsi sconfitti? È la domanda che attraversa, con una certa amarezza, i comitati e i sostenitori di Lucia Parchitelli, consigliera regionale uscente di Noci, che in questa tornata elettorale ha raccolto un consenso vastissimo, frutto di cinque anni di lavoro costante sul territorio.
Un risultato straordinario che, in molte altre liste sarebbe bastato per far eleggere due o tre consiglieri, e che per la consigliera uscente nocese sebbene non è sufficiente per ritornare in Consiglio, serve per rivendicare una posizione di peso nella geografia politica regionale. La complessità dei meccanismi della legge elettorale pugliese produce talvolta esiti paradossali: la Parchitelli, pur tra le candidate più votate dell’intera Regione, rimane al momento fuori dal nuovo Consiglio regionale.
Un esito che ha il sapore del kafkiano, perché sfugge alla logica semplice dei numeri e si colloca invece nel territorio più tortuoso dei criteri di riparto, delle soglie interne, dell’equilibrio tra liste e circoscrizioni.
Ma il dato politico, quello vero, resta e pesa: La Parchitelli è stata promossa dall’elettorato. Il suo risultato conferma, anzi, un radicamento significativo e un credito politico conquistato lungo un mandato caratterizzato da ascolto, presenza e una costante attività legislativa.
In questi anni, la consigliera nocese si è costruita un ruolo passo dopo passo, sede dopo sede, dialogando con comitati, amministratori locali, operatori sociali, imprese, associazioni. Un lavoro silenzioso e strutturato che non si improvvisa e che non passa inosservato, soprattutto all’interno del Partito Democratico, dove inevitabilmente il risultato ottenuto dovrà essere considerato e pesato nelle future scelte politiche e organizzative.
Per questo, definirla sconfitta appare prematuro. La politica, talvolta, non si misura soltanto nella fotografia del risultato formale, ma nella traiettoria che quel risultato descrive. E la traiettoria di Lucia Parchitelli racconta di una figura politica che ha saputo costruire fiducia e rappresentanza, e che oggi esce da questa tornata elettorale con un capitale politico persino maggiore rispetto a cinque anni fa.
Le prossime settimane diranno se i riconteggi, eventuali scorrimenti o nuovi equilibri interni potranno modificarne la posizione istituzionale. Ma, al di là dell’esito, resta una certezza: 23.062 voti.