17 aprile 2026 | 11:14
Puglia Notizie

Allarme produzione Bio in Puglia: la risposta dei commercianti

Coltivazione biologica in Puglia, azienda agricola De Lucia, Conversano

La Puglia è prima in Italia per superfici coltivate a biologico, eppure c’è chi rinuncia alla certificazione pur producendo in modo del tutto naturale. Nonostante i dati positivi, il rischio è di soffocare le eccellenze del territorio.

L’allarme di Coldiretti Puglia

A lanciare l’allarme è stata Coldiretti Puglia in occasione del SANA, il salone internazionale del biologico: secondo un’indagine del CREA, l’eccesso di burocrazia sarebbe responsabile dell’abbandono della produzione bio in otto casi su dieci, con un impatto sproporzionato sulle piccole e medie aziende, costrette a fare i conti con procedure complesse, costi aggiuntivi e ritardi difficili da giustificare. I numeri, nel frattempo, continuano a raccontare un settore che punta alla crescita. Secondo il Rapporto Bio in cifre 2025 di ISMEA, la superficie agricola pugliese destinata al biologico è cresciuta del 2,4%, arrivando a 318.461 ettari. Crescono anche i consumi nella grande distribuzione (+2,9%), con picchi significativi per uova fresche (+10,4%) e oli e grassi vegetali (+31,8%).

Meno burocrazia per salvare il biologico pugliese

Ma dietro i numeri c’è una realtà più sfumata. Quella di chi coltiva in modo naturale da sempre, senza aver scelto di intraprendere il percorso della certificazione ufficiale. “Noi coltiviamo naturalmente, con passione per la natura”, racconta Francesco De Lucia dell’omonima azienda agricola con sede a Conversano. “Ma non siamo una realtà biologica certificata”. Una scelta legata anche ai costi del processo di riconoscimento: “Ottenere la certificazione costituirebbe una spesa in più, senza un effettivo vantaggio”. Si va avanti quindi puntando sulla qualità e sulla fiducia diretta con i clienti. “Coltiviamo in modo etico per rispetto della natura e di chi acquista da noi”.

La testimonianza di De Lucia offre uno spunto di riflessione più ampio: la qualità di un prodotto non dipende necessariamente dalla presenza di una certificazione ufficiale. Tuttavia, semplificare il percorso burocratico potrebbe aprire la strada a molte più realtà che già lavorano secondo i principi del biologico. In questo scenario, il legame tra chi produce e chi acquista resta il vero motore del settore. Con un cittadino su cinque che compra regolarmente bio, cresce parallelamente la propensione verso i mercati contadini, dove la presenza fisica dell’agricoltore diventa la garanzia più solida di trasparenza.

La sfida per il futuro è chiara: se si vuole davvero sostenere il modello agricolo pugliese, è fondamentale abbattere le barriere burocratiche e supportare chi ha già scelto un modello produttivo sostenibile, indipendentemente dal riconoscimento formale.

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