17 aprile 2026 | 11:46
Puglia Notizie

Una conversanese dona 10mila euro ai bambini di Bangui, Africa

Qualche settimana fa, alla Nunziatura Apostolica nella Repubblica Centrafricana, è arrivato un bonifico da Conversano (BA): 10 mila euro. Mittente, una signora della nostra città.

Una donazione importante che, tuttavia, è stata effettuata nella massima riservatezza da parte della conversanese che ha voluto specificare il fine per il quale sarebbe dovuto essere speso il denaro: per aiutare i bambini di Bangui.

A ricevere quella somma è stato monsignor Laterza (del suo lavoro ne abbiamo parlato in un altro articolo) che conosce bene la signora e che, di quella fiducia ha colto immediatamente il peso, prima ancora che il valore economico. Perché diecimila euro, in certi contesti, non sono solo una cifra: sono una possibilità concreta di incidere, di cambiare traiettorie, di restituire margini di vita dove spesso non ce ne sono. Proprio per questo, non bastava spendere. Bisognava scegliere dove indirizzare quella donazione. 

Il percorso delle donazioni alla Nunziatura Apostolica

Alla Nunziatura ogni donazione segue un percorso rigoroso: tracciabilità, rendicontazione, verifica puntuale della destinazione. Ma in questo caso c’era qualcosa in più. C’era un’intenzione morale da rispettare, una consegna chiara: fare bene, farlo davvero, farlo fino in fondo nell’interesse dei bambini.

L’occasione è arrivata quando è giunta una richiesta di aiuto da parte di una struttura sanitaria della Comunità di Sant’Egidio a Bangui, impegnata nella cura dell’epilessia con particolare attenzione per i bambini, una patologia purtroppo diffusissima nel contesto centrafricano, spesso legata a parti prematuri o mal gestiti e a condizioni sanitarie precarie.

Un presidio che, pur operando in un contesto difficile, mantiene standard sorprendentemente elevati e, soprattutto, garantisce cure gratuite per consentire l’accesso a chi ne ha bisogno. “Qui”, c’è scritto in francese sulle pareti, “tutto è gratis”. Non come slogan, ma come necessità avvicinare gli utenti che, talvolta, pensano che l’epilessia sia frutto di un maleficio. Vi sono casi in cui i bambini epilettici vengono considerati come “indemoniati” o portatori di malefici che, se lo stregone non riesce a curare, determinano l’esclusione dalla famiglia. Nei casi migliori i piccoli vengono abbandonati. Nei peggiori, perfino uccisi.

I farmaci erano finiti: la decisione di monsignor Laterza

In quell’ospedale, che vive di donazioni, in un momento di difficoltà concreta, è emersa la criticità: i farmaci erano finiti. Le scorte quasi esaurite, le possibilità ridotte al minimo. Una situazione che, in quei contesti, non è mai solo organizzativa: è immediatamente clinica, immediatamente umana.

Per questo la responsabile della struttura, Gabriella Bortolot, non sapendo a chi rivolgersi ha chiesto aiuto alla Nunziatura, dove ha trovato in Monsignor Laterza un interlocutore particolarmente attento e sensibile. Il quale, dopo aver compreso la portata dell’emergenza ha destinato integralmente quei 10 mila euro all’acquisto dei farmaci necessari per l’ospedale. Una decisione perfettamente aderente allo spirito originario della donazione: aiutare i bambini della Repubblica Centrafricana.

La fiducia ben riposta

Così, quella cifra partita in silenzio da Conversano è diventata cura concreta a migliaia di chilometri di distanza. Una continuità assistenziale ed un sollievo per famiglie che non avrebbero avuto alternative per i propri bambini affetti da epilessia. Ovviamente, questa come tante altre che investono l’attività di Monsignor Laterza, non è solo la storia di una donazione riuscita. Ma è, soprattutto, la storia di una fiducia ben riposta.

La donna che ha scelto di affidare quella somma non ha indicato un progetto, non ha chiesto report pubblici, non ha cercato ritorni. Ha scelto una persona, un riferimento. Ha creduto che quella somma sarebbe arrivata esattamente dove doveva arrivare, confidando nel legame tra la nostra comunità e quella della Repubblica Centrafricana che vede in Monsignor Laterza una figura capace di trasformare l’immensa solidarietà dei pugliesi in gesti concreti.

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