12 agosto 2026 | 13:27
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Disturbi del neurosviluppo: una sfida contemporanea e una risposta specialistica

Negli ultimi anni, l’attenzione verso i disturbi del neurosviluppo è aumentata notevolmente, riflettendo una crescente domanda di valutazioni diagnostiche non solo in età evolutiva ma anche in età adulta.

Condizioni come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/lperattività), disturbi dello spettro autistico, plusdotazione, disturbi specifici dell’apprendimento e altre forme di neurodivergenza sono sempre più riconosciute come elementi chiave per comprendere difficoltà scolastiche, relazionali ed emotive che molte famiglie si trovano ad affrontare.

“I disturbi del neurosviluppo sono condizioni che influenzano lo sviluppo e il funzionamento del cervello, con possibili ricadute su apprendimento, attenzione, linguaggio e comportamento”, spiega la Dott.ssa Angela Mastrandrea, psicologa psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e specialista in neuropsicologia, fondatrice del Centro PsicoMedica di Monopoli. Tra questi rientrano ADHD (disturbo di attenzione, impulsività e iperattività); disturbi dello spettro autistico; disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia discalculia); disturbi del linguaggio e della comunicazione; disturbi della coordinazione motoria.

Solitamente, i segnali dei disturbi del neurosviluppo, emergono nei primi anni di vita, ma non sempre vengono riconosciuti tempestivamente. Alcuni si manifestano già nella scuola primaria (come i DSA), altri in contesti sociali e scolastici più strutturati (come l’ADHD). Le manifestazioni dei disturbi sono molto varie: difficoltà di attenzione persistenti, iperattività, rigidità comportamentale, difficoltà di comunicazione o relazione con i pari, lentezza nell’apprendimento, oppure un profilo cognitivo atipico non immediatamente classificabile dal solo rendimento scolastico.

“È importante ricordare che molte di queste condizioni non scompaiono con l’età”, continua la dottoressa Mastrandrea, “ma si trasformano nel tempo, emergendo anche in adolescenza e nell’età adulta con ricadute sul lavoro, sulle relazioni e sulla gestione emotiva”. In questo contesto, chiedere una diagnosi non è un’etichetta, ma un passo essenziale per comprendere il funzionamento della persona e attivare risposte adeguate. “È consigliabile richiedere una valutazione quando le difficoltà persistono da tempo e interferiscono con la vita quotidiana, lo studio o il lavoro”, afferma la psicoterapeuta.

Inoltre, la diagnosi diventa anche strumento per accedere ai diritti previsti dal sistema educativo italiano. La Legge 170 del 2010, per esempio, riconosce i DSA е garantisce strumenti compensativi e dispensativi personalizzati per favorire il diritto allo studio, e la Legge 104 del 1992, quadro di riferimento per la disabilità, può diventare pertinente nei casi in cui la compromissione funzionale sia significativa, con diritti riconosciuti non solo nel contesto scolastico ma anche nelle tutele sociali e lavorative.

Al Centro Specialistico PsicoMedica di Monopoli, la valutazione diagnostica si basa su un lavoro di équipe che integra diversi approcci. “Si inizia con i colloqui clinici con la persona e la famiglia, si analizza la storia evolutiva e il contesto”, spiega la dottoressa Mastrandrea, “si prosegue con prove neuropsicologiche standardizzate e l’osservazione del comportamento per ottenere un quadro diagnostico chiaro e funzionale”.

La diagnosi è solo l’inizio di un percorso. Una volta raggiunta, è importante costruire un programma di intervento personalizzato. In un panorama in cui la richiesta di valutazioni per ADHD, spettro autistico, DSA e neurodivergenze cresce rapidamente, è fondamentale affidarsi a strutture specialistiche in cui l’analisi diagnostica non sia un atto isolato, ma parte di un progetto di cura integrato.

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