17 aprile 2026 | 11:29
Puglia Notizie

Monsignor Laterza a Bangui: ambasciatore di  fede e carità

Scoprire e far conoscere a tutti la grandiosità presente in tanti nostri concittadini o conterranei in generale è sicuramente uno degli obiettivi che questa testata giornalistica si pone nei suoi molteplici lavori cartacei e telematici.

Da qui è partita l’iniziativa di raggiungere e conoscere più da vicino, molto più di quanto già fatto in passato, un uomo che forse è uno dei personaggi più illustri che la città di Conversano e l’intera regione Puglia può annoverare. Parliamo di Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Laterza, arcivescovo titolare di Vartana prima e di Polignano a Mare adesso, prete della diocesi di Conversano-Monopoli. Dopo gli studi di teologia, liturgia, diritto canonico e diplomazia e dopo aver trascorso vent’anni di intenso lavoro nel servizio diplomatico della Santa Sede, nel 2023 è stato consacrato Vescovo e nominato, con dignità di Arcivescovo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Centrafricana e in Ciad. 

Il ruolo che il prelato nostro conterraneo svolge quotidianamente nella capitale centroafricana di Bangui e i continui contatti con i nostri territori hanno mosso particolarmente la nostra curiosità. Abbiamo così deciso di raggiungerlo per toccare con mano e portare a conoscenza di tutti la sua persona, il suo incarico e le attività che svolge quotidianamente.

Il lavoro di Monsignor Laterza a Bangui: non solo diplomazia, ma tanta carità

Pensavamo di andare sostanzialmente ad incontrare un diplomatico, un ambasciatore della Santa Sede impegnato in attività burocratiche e le cui opere di carità che spesso abbiamo raccontato si sarebbero presentate solo come un corollario alla sua principale missione. Ma stando a contatto con lui abbiamo scoperto una persona amorevolissima,  molto attenta al suo lavoro, impegnata alacremente nei costanti rapporti tra le Chiese locali e la Santa Sede, ma soprattutto quotidianamente riversata nelle innumerevoli opere di carità che vedono la Nunziatura Apostolica da lui guidata come prima protagonista. La cosa poi sorprendente è stato toccare con mano realtà che hanno come fondamento imprescindibile il legame con i nostri territori da cui tanto bene proviene. 

Questo legame con le nostre terre si è subito dimostrato nel momento in cui abbiamo avuto la sorpresa di trovare quale segretario della Nunziatura Apostolica nella Repubblica Centroafricana un prete italiano, anzi proprio pugliese: don Mimmo Alò, presbitero della diocesi di Taranto che, dopo gli studi di teologia morale, diritto canonico e accademia pontificia, è al suo primo incarico diplomatico proprio a fianco del nostro don Giuseppe. E un meraviglioso legame con le nostre terre è stato visibilmente presente nelle icone della Madonna della Fonte, protettrice della città di Conversano e della diocesi di Conversano-Monopoli, che il vescovo Laterza ha fatto apporre nella cappella della sua Nunziatura e all’ingresso dei più importanti centri di assistenza medica della città di Bangui.

Italiani a Bangui: una rete salda di lavoratori da diverse parti della penisola

Il Nunzio Apostolico si è poi rivelato uno straordinario collante fra le diverse realtà italiane che lì lavorano con l’unico scopo di fare del bene a chi ha più bisogno. Un merito che sicuramente possiamo scrivere al vescovo Laterza è quello di aver creato una rete salda tra tutte le realtà che da diverse parti della nostra penisola italiana, a diverso titolo e con diversi incarichi, lavorano nella Repubblica Centrafricana e in modo particolare nella capitale di Bangui.

Essendo quest’opera frutto anche della vita spirituale di un vescovo, di un successore degli Apostoli, questa non poteva che trovare il suo centro nella Celebrazione Eucaristica domenicale, primo e ultimo giorno di ogni settimana cristiana, dove quasi centocinquanta fedeli assiduamente giungono nella casa della Nunziatura per assistere alla Santa Messa presieduta solennemente dallo stesso don Giuseppe. E in questa assemblea si incontrano i suddetti benefattori italiani che trovano in quel forte incontro spirituale un momento di ritrovo, condivisione e partecipazione comune alla prima e più importante celebrazione liturgica della Chiesa.

Il Nunzio Apostolico, cos’è e come funziona

Dal punto di vista diplomatico don Giuseppe riveste, come è noto, il ruolo di ambasciatore della Santa Sede, una realtà da non confondere con lo Stato della Città del Vaticano. In termini tecnici è chiamato Nunzio Apostolico perché non ha solo il ruolo di ambasciatore che rappresenta uno Stato in un altro, ma è un vero e proprio inviato, delegato e rappresentante del Papa in quella nazione. Fu infatti il compianto Papa Francesco a nominarlo Nunzio Apostolico della Repubblica Centroafricana nella cui capitale lo stesso Pontefice era stato per la prima apertura del Giubileo straordinario della misericordia nel novembre 2015 aprendo la Porta Santa nella cattedrale di Bangui.

Quella porta fu aperta ancor prima che fosse aperta quella più importante di tutte che si trova nella basilica di San Pietro a Roma. E sempre a Bangui lo stesso Pontefice ha costruito, a proprie spese, un ospedale al quale ha posto particolare attenzione fino alla fine della sua vita e che ha affidato alle cure del Vescovo Giuseppe Laterza. Accanto a questo ospedale sorge il Complex Pediatrique de Bangui, ospedale pediatrico dedito subito alle patologie più gravi e l’unico provvisto di terapia intensiva, al cui ingresso Papa Francesco ha concesso per l’anno giubilare del 2016 il titolo di Porta Santa: entrando in questo luogo si poté acquistare l’indulgenza plenaria nello stesso modo e alle stesse condizioni del varco di una Porta Santa delle Basiliche Pontificie o delle chiese designate in tutte le diocesi. 

Le azioni concrete del Nunzio Apostolico: acqua potabile a Bangui

Uno dei grandi problemi che attanaglia la città di Bangui è la mancanza di acqua potabile: così lo scorso anno, in occasione della morte di Papa Francesco, mediante sovvenzionamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato Vaticana e a molteplici comunità pugliesi, il Nunzio apostolico Laterza è riuscito a realizzare quattro pozzi di acqua minerale potabile che incessantemente erogano gratuitamente a tutti acqua potabile. Un quinto pozzo di acqua potabile è in costruzione.  Un altro problema consiste nell’ approvvigionamento dei farmaci di prima necessità, nella loro fornitura a quanti ne hanno bisogno e nel monitoraggio della corretta assunzione di questi. In questo versante l’attività del Vescovo è posta in essere in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio che in due strutture si occupa di diagnosticare le patologie croniche, assegnare le opportune terapie e seguire i pazienti nella loro corretta assunzione.

Una delle grandi patologie diffuse, specialmente nei più piccoli è quella delle crisi epilettiche, fenomeni convulsivi dovuti agli improvvisati trattamenti ostetrici che nelle abitazioni private si pongono in essere in occasione dei parti di nuovi nati. Sono parti che avvengono in maniera maldestra, provocano mancanze di ossigeno e creano diverse problematiche. A tutto questo si aggiunge la difficoltà culturale di identificare le patologie come patologia curabile e non come azioni demoniache soprannaturali delle quali liberarsi sopprimendo la vittima.

Di questo e tanto altro ci sarà molto da raccontare. Seguiteci nei prossimi numeri di Fax e vi faremo ripercorrere con noi il viaggio che abbiamo vissuto nella conoscenza di don Giuseppe, della Repubblica Centrafricana e della capitale di Bangui.

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