17 aprile 2026 | 11:09
Puglia Notizie

Bruno Calvani, la mostra al Castello di Mola fino al 30 settembre

Lo scorso sabato 28 febbraio è stata inaugurata la mostra “Bruno Calvani – La luce sull’antico”. L’esposizione sarà ospitata negli spazi storici del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari (BA) dall’1 marzo al 30 settembre 2026, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire le tematiche, la sensibilità e la modernità dell’opera di Calvani.

Abbiamo intervistato l’assessore comunale alle Politiche Turistiche e Culturali Angelo Rotolo per approfondire obiettivi, destinatari e prospettive di una iniziativa che punta a restituire centralità alla figura dello scultore molese e a rafforzare il ruolo della città come polo culturale.

Assessore Rotolo, perché era importante dedicare oggi una mostra retrospettiva a Bruno Calvani?

La mostra “Bruno Calvani – La luce sull’antico” rappresenta per noi un motivo di orgoglio. In questi anni l’amministrazione comunale ha lavorato per rafforzare l’identità autentica di Mola, valorizzandone le eccellenze legate al mare, al porto, al mercato ittico e ai prodotti tipici della terra – dal carciofo all’olio, fino al pesce.

A questa vocazione naturale abbiamo voluto affiancare un investimento deciso nel settore turistico-culturale, nella convinzione che oggi – come sta facendo l’intera Puglia – sia necessario integrare le bellezze paesaggistiche con un’offerta culturale capace di diventare vero attrattore.

Ci mancava una struttura espositiva di maggiore rilievo in ambito artistico-culturale. Questa mostra nasce anche da una delibera del 2022 con cui l’amministrazione si proponeva di valorizzare la nostra storia e i nostri beni – il Castello, Palazzo Roberti, le chiese – ma anche le figure che, attraverso la propria arte e la propria vita, hanno reso Mola un punto di riferimento nel loro campo. 

Così sono nati i percorsi di valorizzazione dedicati a Van Westerhout ed Enzo Del Re. Oggi, finalmente, diamo concretezza anche a un desiderio molto sentito dalla comunità: quello di rilanciare la figura di Bruno Calvani. Il Comitato Palazzo Roberti ci ha sollecitato fin dal mio insediamento a realizzare questa mostra e, dopo diverse difficoltà, possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo.

Che tipo di percorso troverà il visitatore all’interno della mostra?

Il percorso espositivo comprende 55 opere complessive. Di queste, 33 sono sculture, che rappresentano il nucleo centrale della mostra: opere caratterizzate da compostezza strutturale, eleganza formale e forte capacità espressiva.

Le restanti opere sono di natura pittorica e appartengono in parte alla fase finale della vita dell’artista. Ritraggono nature morte, paesaggi e nudi, offrendo uno sguardo più intimo e complementare rispetto alla produzione scultorea.

Accanto alle sculture saranno esposte anche opere pittoriche e ceramiche, offrendo così un’esperienza capace di parlare tanto al grande pubblico quanto agli appassionati e contribuendo a coltivare una consapevolezza diffusa della bellezza dell’arte contemporanea.

Destagionalizzazione e pubblico: a chi è rivolta la mostra?

La mostra prenderà il via il 1° marzo e resterà aperta fino al 30 settembre: un arco temporale ampio, pensato proprio per intercettare pubblici diversi.

Vogliamo che sia riconosciuta dagli esperti del settore, ma anche fruibile da un pubblico più ampio, non specialistico. Stiamo lavorando molto con le scuole: il polo liceale, le scuole medie del territorio e delle province limitrofe. L’obiettivo è coinvolgere studenti e giovani, offrendo loro occasioni concrete di incontro con l’arte.

Allo stesso tempo, la mostra si rivolge ai turisti che sempre più spesso chiedono contenitori culturali da affiancare alla visita esperienziale del territorio. L’idea è proporre un percorso completo, in cui la scoperta del paesaggio si accompagni alla conoscenza delle espressioni artistiche locali.

Quale contributo può offrire la presenza dell’Accademia di Belle Arti a Mola?

La presenza dell’Accademia rappresenta innanzitutto un valore simbolico straordinario: ospitare quella che è a tutti gli effetti un’università delle arti arricchisce profondamente il nostro territorio.

Negli ultimi anni abbiamo formalizzato diverse collaborazioni. Recentemente una delibera consente di ospitare nel Castello le sedute di laurea, rendendo ancora più significativa e memorabile quella giornata per gli studenti e le loro famiglie, in un luogo di grande bellezza.

Abbiamo inoltre ricevuto una richiesta per attivare un corso legato al cinema, connesso alla figura del regista Piva, e stiamo lavorando per individuare spazi idonei. L’Accademia ha manifestato anche la volontà di collaborare su ulteriori progettualità, come il museo etnografico. Crediamo fortemente nella funzione educativa dell’arte: formare la sensibilità alla bellezza significa contribuire a costruire una società più attenta, solidale e rispettosa.

Come visitare la mostra?

Sarà possibile visitare la mostra dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13, sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20.

Il biglietto ha un costo simbolico di 3 euro, proprio per consentire la più ampia partecipazione possibile. Sono invece completamente esentate le scolaresche e tutti gli istituti scolastici, perché riteniamo fondamentale garantire ai giovani un accesso libero e diretto all’esperienza artistica.

 

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