20 luglio 2026 | 08:54
Puglia Notizie

Muore a 5 anni dopo un intervento chirurgico: Santo non si risveglia

A marzo 2025 Santo ha solo cinque anni quando, insieme alla sua famiglia, arriva in Puglia dal Sudan.

Il loro è un viaggio che si inserisce in un contesto geopolitico complesso: secondo Amnesty International, oltre 15 milioni di persone sono state costrette a lasciare il Paese, in quella che oggi è considerata la più grave crisi di sfollamento al mondo. Per Santo, però, il corridoio umanitario verso l’Italia non è soltanto una via di fuga dalla guerra, ma una necessità vitale. Deve curare un’anemia falciforme che richiede controlli costanti e cure specialistiche.

Da un anno e mezzo la famiglia vive a Bitonto, seguita dalla cooperativa Auxilium che garantisce sostegno medico e sociale. La scelta della città non è casuale: la vicinanza all’ospedale Giovanni XXIII consente al piccolo di essere seguito da un’équipe attenta di medici e operatori sanitari. La sua vita si divide tra casa, scuola e visite periodiche, affrontate sempre con sorprendente energia. Giovedì 12 febbraio Santo viene ricoverato per un intervento di asportazione della milza.

L’operazione, secondo i medici, potrebbe aiutarlo a convivere con maggiore serenità con la sua patologia. L’intervento riesce perfettamente. Santo si risveglia, saluta la sua mamma. Poi, all’improvviso, volta il capo e non si risveglia più. Inutili i tentativi disperati dei medici, che per quasi un’ora provano a rianimarlo. Purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Sul corpo sarà eseguito un riscontro diagnostico dall’Anatomia patologica dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. Non è stata aperta alcuna inchiesta e, al momento, non vi sarebbero elementi tali da ipotizzare errori o responsabilità professionali.

La notizia della sua morte lascia attoniti. Un dolore che travolge la famiglia, il personale di Auxilium, le sue maestre, i compagni di classe. Tutti lo ricordano come un bambino intelligente e vivace, capace di portare luce in aula nonostante le difficoltà. Tanti i disegni a lui dedicati: “Santo, mi manchi. Ti voglio bene”. “Ciao Santo, io e tutta la classe ti vogliamo bene”.

Alla morte non si è mai preparati, ma quella di un bambino è un colpo difficile da comprendere, soprattutto quando arriva così, improvvisa. Resta il dolore, resta la rabbia, ma soprattutto resta il ricordo di Santo che, nonostante le visite periodiche in ospedale, non aveva mai smesso di sorridere.

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