20 luglio 2026 | 09:07
Puglia Notizie

Natuzzi, L’Abbate incalza Urso: «Da che parte sta il Governo?»

La crisi Natuzzi continua a rappresentare una delle vertenze industriali più delicate e significative del Mezzogiorno. A pochi giorni dall’incontro convocato per l’11 giugno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la deputata del Movimento 5 Stelle Patty L’Abbate torna a puntare i riflettori sulla situazione del gruppo del mobile imbottito, esprimendo forti preoccupazioni per il futuro occupazionale dei lavoratori e chiedendo un intervento più incisivo da parte del Governo.

Nel corso delle ultime settimane, la parlamentare ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda, partecipando anche alle audizioni svoltesi in Commissione Attività Produttive della Camera. Proprio da quei confronti, secondo L’Abbate, sarebbe emersa una distanza profonda tra le posizioni dell’azienda e quelle delle organizzazioni sindacali.

«Quando ho audito in Commissione Attività Produttive le due parti – afferma la deputata – sono emerse voragini non colmabili. Quello che non ho ancora capito è da che parte stia il ministro Urso. Dalla parte dell’impresa che vuole continuare a portare le commesse in Romania, abbattendo così i costi e mantenendo la quotazione in Borsa, oppure dalla parte dei 1.750 lavoratori che hanno bisogno di certezze per il proprio futuro?».

Una domanda che la parlamentare annuncia di voler rivolgere direttamente al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione della sua richiesta audizione alla Camera dei Deputati. L’Abbate riferisce infatti di aver nuovamente sollecitato il presidente della Commissione Attività Produttive, Alberto Luigi Gusmeroli, affinché il ministro riferisca sullo stato della vertenza e sulle prospettive individuate dal Governo.

Secondo la deputata pentastellata, il confronto previsto al MIMIT rischia di riportare la discussione al punto di partenza. «L’11 giugno la vertenza approderà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy come se si ricominciasse punto e daccapo. Ci troveremo ancora una volta davanti a un confronto, o forse sarebbe più corretto parlare di uno scontro, sulle prospettive occupazionali e industriali del gruppo».

Le preoccupazioni espresse da L’Abbate trovano origine anche negli esiti del recente tavolo di concertazione convocato dalla Regione Puglia. In quella sede, sostiene la parlamentare, sarebbero emerse criticità rilevanti rispetto agli impegni assunti dall’azienda nei precedenti confronti istituzionali tenutisi presso il MIMIT e il Ministero del Lavoro.

Tra i pochi elementi di convergenza individuati finora figurano il percorso di accompagnamento al prepensionamento di circa un centinaio di lavoratori e l’operazione che riguarda lo stabilimento di Ginosa. Quest’ultimo dovrebbe essere ceduto alla società Ecologistic Spa, interessata a sviluppare un progetto di riconversione industriale legato al riciclo e alla lavorazione della plastica, con la prospettiva di assorbire circa quaranta dipendenti.

Misure che, tuttavia, appaiono insufficienti rispetto alle dimensioni complessive della crisi e al numero dei lavoratori coinvolti.

«L’auspicio – sottolinea L’Abbate – è che il tavolo ministeriale produca soluzioni credibili e sostenibili per tutti i lavoratori interessati. Sarò presente, come sempre, per seguire da vicino l’evoluzione della vertenza e sostenere ogni iniziativa utile a tutelare l’occupazione, le competenze professionali e il futuro industriale della nostra comunità».

Per la parlamentare pugliese, la salvaguardia dei livelli occupazionali non può essere separata dalla difesa del patrimonio di professionalità accumulato in decenni di attività produttiva nei territori interessati.

«È necessario – aggiunge – che le istituzioni esercitino il massimo impegno affinché non vengano disperse professionalità e capacità produttive costruite in decenni di lavoro».

In vista dell’incontro romano, cresce intanto la mobilitazione dei lavoratori. Le maestranze hanno infatti organizzato una manifestazione nella capitale per accompagnare il tavolo ministeriale e ribadire la propria contrarietà al piano industriale presentato dall’azienda. L’obiettivo è chiedere soluzioni che garantiscano continuità produttiva, tutela dell’occupazione e prospettive di sviluppo per il territorio.

L’appuntamento dell’11 giugno si presenta dunque come un passaggio decisivo per comprendere se esistano ancora margini per ricomporre il confronto tra azienda e sindacati e per verificare quale ruolo intenda assumere il Governo in una vertenza che continua a coinvolgere centinaia di famiglie e uno dei marchi storici dell’industria manifatturiera pugliese.

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