19/03/2026 13:10
AGGIORNAMENTO: Il cittadino rutiglianese, che nei giorni scorsi si era rivolto a Fax, otterrà presto i rimborsi a lui dovuti.
I vertici della ASL di Bari si erano già attivati per fornire al cittadino quanto richiesto. Tuttavia, data la particolare condizione medica del paziente, le procedure di rimborso possono essere più complesse e, di conseguenza, più lunghe. I tempi sono dovuti alle verifiche che l’ente effettua al fine di giustificare la connessione tra il rimborso richiesto e la patologia dei pazienti.
Il caso di Rutigliano: la ASL interviene tempestivamente
A Rutigliano (BA), un cittadino trapiantato e paziente oncologico segnalava a Fax un ritardo da parte della ASL di Bari nella ricezione di un indennizzo a cui avrebbe diritto dopo un intervento di prevenzione al cavo orale effettuato a Milano.
Il rutiglianese si sarebbe recato a Milano per effettuare un intervento di primaria importanza data la sua condizione clinica. Stando alle sue dichiarazioni, il paziente sarebbe in attesa dei rimborsi dovuti alla mobilità sanitaria fuori regione.
La risposta della ASL di Bari è stata tempestiva: il paziente sarà risarcito. Il direttore ASL si era già attivato per garantire che il paziente ricevesse quanto dovuto. Tuttavia, situazione sanitarie più complesse, richiedono tempi più lunghi al fine di permettere agli operatori ASL di verificare il nesso tra la patologia e i rimborsi richiesti.
Il costo della mobilità sanitaria
In Italia nel 2024 sono stati effettuati 4.692 trapianti, di cui 229 in Puglia. Le regioni del Sud ne contano in totale circa 950, meno del 20% del dato nazionale, a fronte di una popolazione che rappresenta il 34% degli italiani. Uno squilibrio strutturale che costringe migliaia di pazienti meridionali a spostarsi al Nord per curarsi, con costi di viaggio e soggiorno che ricadono, almeno in teoria, sulle ASL di residenza.
Tuttavia, secondo l’analisi AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – la spesa complessiva per la mobilità interregionale nel 2023 ha raggiunto i 2,88 miliardi di euro. Una cifra che riflette le dimensioni reali del fenomeno: migliaia di cittadini costretti a curarsi lontano da casa, tra burocrazia e una sanità pubblica che si allontana, sempre più, dall’essere gratuita.