10/02/2026 12:43
Ci volevano i giornalisti per focalizzare l’attenzione della politica sulla vicenda di Giuseppe, studente universitario con disabilità motoria che vive al San Paolo e la cui famiglia materna è originaria di Polignano a mare.
Giuseppe vive con la famiglia al quartiere San Paolo e per recarsi all’Università prende la metro. Ma questo non sempre è possibile perché se la rampa non funziona il suo viaggio finisce all’ingresso della stazione e deve tornarsene a casa.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando Giuseppe si è vista negare anche la possibilità di usare la rampa mobile per la sua carrozzina perché, gli hanno detto, deve prenotare il servizio almeno due giorni prima. La madre si è rivolta ad un amico giornalista per cercare di sensibilizzare le autorità comunali davanti ad un problema che non è solo di Giuseppe ma di tante persone con disabilità motoria.
Così la storia di Giuseppe è finita sulla Gazzetta in concomitanza con la vicenda del bambino della provincia di Belluno lasciato a terra dall’autista perché il valore del titolo di viaggio di cui era munito non era aggiornato. La giornalista della Gazzetta a sua volta veniva contattata da una giornalista di Mediaset e così la notizia finiva sul nazionale.
Davanti a cotanta risonanza mediatica persino il sindaco Metropolitano Vito Leccese si è sentito in obbligo di intervenire. Così dopo alcuni giorni madre e figlio sono stati ricevuti dal Primo Cittadino barese. All’incontro hanno partecipato Italo Carelli, delegato alle Politiche per le Persone con Disabilità e alla promozione di città e comunità accessibili, e Gianni Romito, presidente del Comitato Italiano Paralimpico regionale.
Nel corso del confronto, Giuseppe ha illustrato in modo puntuale le difficoltà che uno studente universitario con disabilità incontra quotidianamente, in particolare per quanto riguarda l’accesso al trasporto pubblico, il collegamento con le sedi universitarie e la necessità di una pianificazione preventiva degli spostamenti, condizioni che incidono direttamente sull’autonomia personale e sull’effettivo esercizio del diritto allo studio.
Il sindaco Vito Leccese, ringraziando la famiglia per la disponibilità al confronto, ha ribadito che «il diritto alla mobilità e all’inclusione non è negoziabile e non può essere subordinato a procedure che finiscono per limitare la libertà delle persone e che i servizi pubblici devono essere organizzati per garantire accessibilità piena e immediata, perché l’autonomia non può essere concessa a tempo o su prenotazione».
In questo quadro, il sindaco ha annunciato che solleciterà le Ferrovie in concessione affinché le stazioni siano dotate di personale dedicato all’assistenza delle persone con disabilità, precisando che «l’accessibilità del trasporto pubblico è un dovere istituzionale e deve essere assicurata in modo strutturale». Sul tema del collegamento con le sedi universitarie, Leccese ha inoltre comunicato l’avvio di un’interlocuzione con ADISU per valutare l’integrazione dei fondi comunali o dei voucher destinati agli studenti con disabilità, evidenziando che «il diritto allo studio deve essere garantito nelle condizioni di vita reale degli studenti, non solo nei regolamenti».
Nel corso dell’incontro, Italo Carelli ha evidenziato come la testimonianza di Giuseppe rappresenti «una richiesta chiara di equità e di pari diritti e che l’accessibilità deve essere una politica trasversale, capace di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone». Carelli ha ribadito l’impegno della Città Metropolitana «a promuovere interventi coordinati e continui affinché nessuno sia escluso dai percorsi di studio, lavoro e partecipazione sociale».
È stato infine richiamato il piano straordinario per l’abbattimento delle barriere architettoniche, già in corso, con particolare riferimento ai marciapiedi e agli spazi pubblici che presentano criticità, interventi finalizzati a rendere la città più accessibile e fruibile per tutti.