17/02/2026 17:20
Pescando nella memoria, molti lettori di Fax ricorderanno la vicenda del complesso turistico che sarebbe dovuto sorgere a nord di Polignano e che era denominato Agape-Parco dei Trulli.
Questo progetto prese le mosse all’epoca della prima amministrazione Bovino ed ebbe come fieri e convinti oppositori tutti i partiti della sinistra. In particolar modo quelli ambientalisti. Il progetto, sia pur approvato sulla carta, rimase fermo per anni.
Ad un certo punto riaffiorò perché il Gruppo Andidero ed altri imprenditori, all’epoca dell’Amministrazione Vitto, se non ricordiamo male, avevano ripescato il progetto e pur di realizzarlo avevano notevolmente ridotto le cubature. Ma anche in quel caso ci fu una levata di scudi da sinistra ed il progetto dopo aver fatto il “giro delle sette chiese” venne messo in naftalina.
Così Agape e Costa dei Trulli scivolarono nuovamente nell’anonimato. Almeno fino a qualche giorno fa, quando sulle pagine dei maggiori quotidiani regionali è venuta fuori la storia dello stop al fallimento del gruppo da parte della Corte d’Appello civile di Bari. La Corte ha confermato l’omologa del concordato preventivo del gruppo Andidero (formato dalle srl Giada, Gafi, Mabar e Modoni Building), già omologato dal Tribunale a maggio 2025. La decisione del Tribunale di omologare il concordato preventivo di gruppo in continuità era stata impugnata dalla Procura di Bari, ma la Corte d’Appello ha rigettato il reclamo del pubblico ministero e confermato quanto stabilito dai giudici di primo grado.
«La Corte barese – si legge in una nota dell’avvocato Vincenzo Chionna e dello Studio Pellecchia, che hanno assistito il gruppo – ha confermato, per la prima volta in Puglia, l’avvenuta omologazione di un unico concordato di più società appartenenti ad uno stesso gruppo permetterà finalmente di iniziare a dare esecuzione ai pagamenti in favore dei creditori così rendendo concreta l’utilità della procedura in favore dei creditori che avevano in massa votato favorevolmente la proposta concordataria».
L’esecuzione del concordato omologato, conclude la nota degli avvocati, «permetterà di salvaguardare al meglio la realizzazione dei progetti relativi alla valorizzazione di diverse aree della Puglia, il progetto di lottizzazione ‘Agape-Parco dei Trulli’ a Polignano, il progetto di sviluppo edificatorio a destinazione turistica di Ugento e le lottizzazioni sulle aree edificabili del lungomare Perotti di Bari rientranti nel progetto “Parco Costa Sud”»
Fin qui tutto normale. Anzi, piuttosto che veder fallire un imprenditore, la soluzione del concordato preventivo è sicuramente la meno peggio e la più accettabile. Sebbene spesso questo tipo di concordato sia considerato come una sorta di “anticamera del fallimento”. In questo caso siamo proprio curiosi di vedere come si potrà conciliare il “parco costiero”, di recente istituzione, con il progetto Agave che è antecedente alla sua istituzione.
Magari se a Polignano certi partiti e certi politici non si fossero messi così di traverso, forse il Gruppo Andidero sarebbe riuscito a realizzare Agape- Parco dei Trulli prima che sorgessero tutte queste complicazioni e gli imprenditori non sarebbero finiti in cattive acque. Sennonché, leggendo le motivazioni per le quali i giudici della Corte d’Appello Civile si sono messi contro la Procura, siamo rimasti un po’ basiti e un po’ imbarazzati.
Infatti per formare il convincimento positivo dei giudici sono state determinanti le istanze dei creditori che hanno fatto pressioni per la realizzazione dei progetti bloccati della galassia di piccole società del Gruppo Andidero. Tra i creditori che hanno chiesto la realizzazione di Agape – Parco dei Trulli, ci sono la Regione Puglia e … (rullo di tamburi) il Comune di Polignano a mare. Ma non il Comune amministrato da Angelo Bovino; bensì il Comune di Vito Carrieri. Cioè l’Amministrazione Comunale erede di quei partiti di sinistra che dissero no al progetto degli Andidero.
Perché questo repentino dietro front? Semplice. Il Comune in caso di realizzazione di Agape-Parco dei Trulli, può incassare una bella cifra in oneri di urbanizzazione. Oneri che, indipendentemente dal fatto che il complesso residenziale turistico si faccia o meno, possono già essere iscritti a bilancio tra i crediti esigibili. In buona sostanza parliamo di una sorta di falso in bilancio perfettamente legalizzata!
Come si narra che abbia cinicamente profferito l’imperatore Vespasiano a chi lo criticava per la tassa sull’urina (a Roma serviva per lavare i panni): “pecunia non olet”. L’esecuzione del concordato omologato, conclude la nota, «permetterà di salvaguardare al meglio la realizzazione dei progetti relativi alla valorizzazione di diverse aree della Puglia, il progetto di lottizzazione ‘Agape-Parco dei Trulli’ a Polignano, il progetto di sviluppo edificatorio a destinazione turistica di Ugento e le lottizzazioni sulle aree edificabili del lungomare Perotti di Bari rientranti nel progetto “Parco Costa Sud”».