16 maggio 2026 | 09:58
Attualità Putignano

Putignano, la rottamazione dei tributi è un’ipotesi

rottamazione dei tributi al comune di putignano

Il Comune di Putignano ha avviato un percorso per l’introduzione di forme di definizione agevolata dei tributi locali, una misura che potrebbe rappresentare una risposta significativa alle difficoltà economiche che negli ultimi anni hanno inciso in modo rilevante sulla capacità contributiva di molte famiglie e attività putignanesi. Non si tratta, tuttavia, di un intervento immediato o automatico: il procedimento è in corso, ma si trova ancora in una fase istruttoria complessa, nella quale si intrecciano volontà politica, valutazioni tecniche e vincoli di finanza pubblica. L’indirizzo dell’amministrazione è già stato formalizzato.

La possibilità di introdurre una forma di “rottamazione” locale è stata infatti inserita tra gli obiettivi del PIAO, il documento di programmazione dell’Ente, con l’incarico affidato alla dirigente dell’area economico-finanziaria di approfondire la normativa e arrivare alla stesura di un regolamento entro il 2026. È un passaggio tutt’altro che formale, perché certifica la scelta politica di mettere a disposizione dei cittadini uno strumento che consenta di regolarizzare la propria posizione debitoria con condizioni più sostenibili.

La misura si inserisce nel solco aperto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha riconosciuto ai Comuni la possibilità di disciplinare autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate. È proprio questo elemento di autonomia a rendere il quadro più articolato. A differenza della cosiddetta “rottamazione quinquies” statale, infatti, non esistono scadenze uniformi, né condizioni predefinite: ogni Ente locale può decidere tempi, modalità e contenuti dell’intervento. Ciò significa che Putignano non è vincolato, ad esempio, alla scadenza del 30 aprile prevista per le misure nazionali, ma può costruire un proprio percorso, calibrato sulle specificità del bilancio comunale e della realtà sociale locale. Ed è proprio quì che si colloca il nodo principale. La definizione agevolata, nella sua essenza, consente ai cittadini di pagare il debito senza sanzioni e interessi, mantenendo la cosiddetta “sorte capitale”.

Un meccanismo che alleggerisce significativamente il carico economico per chi è in difficoltà, ma che allo stesso tempo riduce le entrate previste dal Comune. Sanzioni e interessi che sono già contabilizzati nei residui attivi di bilancio, e la loro eventuale eliminazione impone una verifica rigorosa degli equilibri finanziari dell’Ente. E’ per questo che, in questa fase, l’ufficio di ragioneria è impegnato in un lavoro approfondito di analisi. Si stanno valutando gli effetti di una possibile riduzione delle entrate, simulando diversi scenari e cercando di individuare un punto di equilibrio tra due esigenze che devono necessariamente convivere: da un lato offrire un’opportunità concreta ai contribuenti, dall’altro garantire la tenuta dei conti pubblici.

La normativa è chiara su questo aspetto: i Comuni possono introdurre la definizione agevolata, ma solo se ciò non compromette la stabilità finanziaria. Il contesto economico rende tale riflessione ancora più delicata. Negli ultimi anni, tra pandemia, crisi energetica e aumento del costo della vita, molte famiglie e molte piccole attività hanno accumulato difficoltà che si sono tradotte, in diversi casi, anche in ritardi o mancati pagamenti dei tributi locali. Non si tratta necessariamente di evasione intenzionale, ma spesso di situazioni di fragilità che nel tempo hanno generato un aggravio di sanzioni e interessi, rendendo il debito sempre più difficile da sostenere. In questo senso, la definizione agevolata non è solo uno strumento tecnico di recupero crediti, ma anche una misura con una valenza sociale, capace di rimettere in moto situazioni bloccate e di riportare dentro il sistema contribuenti che altrimenti resterebbero ai margini.

Accanto a queste considerazioni, emergono anche criticità di natura tecnica. Non tutti i crediti, infatti, sono facilmente “rottamabili”. Una parte consistente delle entrate comunali è già stata affidata alla riscossione coattiva e, nel caso di Putignano, non sempre tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma anche attraverso soggetti privati. I quali pare abbiano il merito di essere più rapidi nella riscossione, anche perché non perdono tempo e attivano con maggiore celerità fermi amministrativi e pignoramenti nei confronti dei contribuenti.

La velocità con cui, per esempio, la società Area, che dal 2023 gestisce una parte dei crediti tributari del Comune, incassa i crediti pare sia di grande conforto alle casse del Comune. Un elemento che complica il quadro, perché la normativa nazionale è costruita principalmente sui carichi affidati all’ADER, mentre qui si tratta di posizioni gestite con modalità diverse. Sarà quindi necessario definire con precisione, all’interno del futuro regolamento, quali tipologie di debito potranno essere incluse e con quali condizioni.

C’è poi un ulteriore aspetto, meno evidente ma non secondario, che riguarda l’equità fiscale. Ogni misura di sanatoria porta con sé il rischio di essere percepita come un premio per chi non ha pagato, a discapito di chi ha sempre rispettato le scadenze. E’ un equilibrio sottile, che l’amministrazione è chiamata a gestire con attenzione, evitando che la definizione agevolata possa alimentare aspettative distorte o comportamenti opportunistici. L’obiettivo, come emerge anche dalle valutazioni in corso, è quello di costruire uno strumento efficace ma circoscritto, capace di recuperare risorse senza compromettere il principio di equità. Il percorso, dunque, è avviato ma richiede ancora tempo.

Dopo la fase di analisi tecnica, sarà necessario tradurre le valutazioni in un regolamento, che dovrà essere approvato dal consiglio comunale. Solo a quel punto i cittadini potranno presentare le domande e accedere concretamente alla definizione agevolata. In questo senso molti Comuni del territorio sembrano essere un passo avanti. I monopolitani, tanto per fare un esempio, possono presentare richiesta di rottamazione entro il 31 maggio.

A Putignano, al momento, non è ancora possibile ipotizzare una data. O meglio, non si conosce ancora se e, soprattutto, quali saranno i benefici che i putignanesi potranno ottenere dall’adozione della rottamazione che, al netto dell’indirizzo politico, resta di fatto ancora solo un’ipotesi.

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