aggiornato il 12/04/2016 alle 9:46 da

Pollo alla paprica

 La paprica (pronuncia ungherese [ˈpɒprikɒ]) è una delle spezie comunemente usate nella preparazione dei cibi. Si ottiene dal peperone (in ungherese paprika, significa “peperone” e indica quindi anche l’ortaggio, non solo la spezia) fatto seccare, liberato dalla parte interna bianca e macinato. Il peperone, che appartiene alla famiglia delle Solanaceae, fu introdotto in Europa dagli ungheresi, che lo importarono dai Turchi, che a loro volta lo avevano preso in India (sebbene l’origine della pianta sia americana).

Una leggenda dice che una giovane contadina ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell’harem di un pascià turco a Buda, avesse spiato a lungo i giardini del palazzo mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivarli.

Nel secolo XIX i fratelli Pálfi di Seghedino togliendo, al momento della raccolta, tutte le venature interne del frutto, dove si concentra la capsaicina, il principio attivo che dà il sapore piccante al peperone, ottennero la cosiddetta “paprica dolce”. Va detto però che anche il tipo cosiddetto “forte”, non è affatto piccante, contrariamente a quanto si possa credere fuori dall’Ungheria.

Il chimico Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel nel 1938, ha contribuito a valorizzare questo vegetale scoprendo, proprio nel peperone, la fonte dell’acido ascorbico (vitamina C) che ha fermato le morti per scorbuto, una malattia che aveva ucciso migliaia di marinai.

In Ungheria il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L’8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.

Nella cucina ungherese viene usata in moltissime preparazioni ed all’estero è conosciuta soprattutto per l’abbondante uso che se ne fa nella preparazione del gulasch.

È anche presente in alcune cucine balcanica in particolare in alcune zone dell’ex-Jugoslavia, dove è un ingrediente per preparare i ćevapčići.

pollo alla paprica

Preparazione

 Tagliate il petto di pollo a bocconcini.
Ponete sul fuoco una padella, scaldate il burro e un po’ di olio extravergine d’oliva.
Tritate la cipolla finemente ed unitela alla padella per farli soffriggere a fuoco medio.
Riprendete i bocconcini di pollo e passateli nella farina miscelata con un cucchiaio di paprica (scegliete voi se dolce o piccante).
Quando la cipolla sarà appassita, unite i bocconcini di pollo, alzate il fuoco e fate cuocere per 15 minuti circa regolando di sale.
Unite la panna e l’ultimo cucchiaio di paprica e lasciate cuocere a fuoco medio per qualche altro minuto o fino a che la panna si sarà addensata formando una cremina, regolate nuovamente di sale se necessario.
Servite ben caldo.

INGREDIENTI

» 600 gr. di petti di pollo » 2 cucchiai di paprica
» 2 cucchiai di farina » 300 ml di panna per cucina
» 1 cipolla bianca » 30 gr. di burro
» Olio extravergine d’oliva q.b. »  Sale q.b.

 

Tempo preparazione: 10′ minuti

Tempo di cottura: 20′ minuti

 

 

© Riproduzione riservata 12 Aprile 2016