17/02/2026 13:02
Giovedì 12 febbraio 2026, a Palazzo Cozzolongo, il circolo territoriale di Fratelli d’Italia Turi, Gioventù Nazionale Turi e l’associazione Smile hanno organizzato un convegno dedicato alla nuova legislazione contro la piaga del femminicidio.
La serata non è stata solo un momento di divulgazione della normativa nazionale voluta dal Governo Meloni, ma anche un’occasione di confronto e testimonianza. Alcune donne che hanno vissuto episodi di violenza hanno raccontato il proprio percorso di reazione e di accesso alla giustizia.
Il convegno, moderato dall’avv. Piero Lasorella, si è aperto con i saluti istituzionali del coordinatore locale di Fratelli d’Italia, dott. Sandro Laera, di Piero Mancini, segretario di Gioventù Nazionale Turi, e di Sabrina Perfido, componente del direttivo provinciale di FdI Bari.
Nel suo intervento, il coordinatore Laera ha sottolineato come “riconoscere il femminicidio come reato autonomo non sia solo una risposta penale, ma anche un atto di sensibilizzazione e cambiamento culturale. Questa legge contribuisce a segnare la specificità di questi crimini, distinguendoli dall’omicidio comune”. Ha inoltre evidenziato che la norma, entrata pienamente in vigore, rappresenta un ulteriore rafforzamento del pacchetto “Codice Rosso”, con l’obiettivo di garantire una tutela più rapida ed efficace alle vittime.
Dopo la prima parte istituzionale è intervenuta la consigliera comunale di Turi, Imma Bianco, che da ex assessore ai Servizi Sociali ha ripercorso il lavoro svolto sul tema della violenza di genere. Il suo impegno, ha ricordato, si è sviluppato sia sul piano della sensibilizzazione sia attraverso politiche di welfare e di sostegno concreto alle donne.
Bianco ha ribadito il ruolo centrale dell’Ambito Territoriale nelle attività di contrasto alla violenza, attuate principalmente attraverso la rete del Centro Antiviolenza Li.A. (Libertà e Autodeterminazione), attivo nei comuni di Gioia del Colle, Turi, Casamassima e Sammichele di Bari e gestito dall’APS Sud Est Donne. Presente tra i relatori anche la responsabile dell’associazione, Angela Lacitignola. La consigliera ha espresso l’auspicio che il lavoro avviato non venga dimenticato né ridimensionato dall’attuale amministrazione, anche alla luce dell’assenza, a Turi, dell’assessore ai Servizi Sociali.
Successivamente è intervenuta Domenique Lattarulo, componente del direttivo locale di Gioventù Nazionale con delega al Welfare e al Sociale, che ha offerto il punto di vista delle giovani donne su un provvedimento parlamentare che riconosce la specificità del femminicidio come reato motivato da odio di genere, sopraffazione o repressione dell’espressione della personalità della vittima.
La seconda parte del convegno ha visto gli interventi del dott. Pietro Battipiedi, ex vice questore della Polizia di Stato, dell’avv. Fabio Campese, esperto in reati di femminicidio, e dell’avv. Krizia Colaianni, fondatrice delle associazioni “La forza delle donne” e “Il sogno”.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 dicembre 2025 della Legge n. 181/2025, l’Italia ha introdotto nel Codice Penale il delitto autonomo di femminicidio. La normativa, approvata all’unanimità dal Parlamento, riconosce la specificità del reato quando motivato da odio di genere o discriminazione.
Tra i punti chiave della legge: l’introduzione del reato di femminicidio punito con l’ergastolo; la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato, inclusi strumenti informatici; l’estensione del reato di maltrattamenti anche nei casi in cui autore e vittima non convivano più ma siano legati da rapporti di filiazione; il rafforzamento dell’ammonimento per atti persecutori; l’obbligo per il Ministro della Giustizia di presentare alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione con dati disaggregati su condanne e assoluzioni.
La serata si è conclusa con le testimonianze di chi opera quotidianamente a stretto contatto con le donne che chiedono aiuto. Angela Lacitignola, responsabile dell’APS Sud Est Donne, che gestisce il Centro Antiviolenza dell’Ambito territoriale di Gioia del Colle, Sammichele, Casamassima e Turi, ha portato l’esperienza diretta del lavoro sul campo. Hanno infine preso la parola alcune donne che hanno raccontato il proprio percorso di uscita dalla violenza.