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16 ottobre 2026 | 19:35
Cronaca Turi

Turi, intossicazione in sala ricevimenti. Anche gli chef ricorrono ai medici

Oltre trecento partecipanti provenienti dall’Italia e da diversi Paesi europei, una convention aziendale svoltasi venerdì 11 settembre in una struttura ricettiva di Turi e, nelle ore successive, una serie di malori gastrointestinali segnalati quando gran parte degli ospiti aveva ormai lasciato la Puglia. È questo il quadro nel quale si stanno muovendo gli accertamenti sanitari avviati dalla Asl Bari. La dimensione effettiva dell’episodio, però, resta ancora tutta da ricostruire. L’evento, organizzato da una multinazionale, aveva richiamato nel Barese più di 300 invitati arrivati da varie zone d’Europa. Il programma comprendeva sessioni di lavoro, momenti di pausa e una cena conclusiva. Durante la convention non sarebbero emerse particolari criticità. I primi disturbi sarebbero comparsi soltanto dal giorno successivo, sabato 12 settembre, quando molti partecipanti erano già ripartiti verso le rispettive città e nazioni. I sintomi descritti nelle diverse segnalazioni sono principalmente dolori addominali, diarrea, nausea e febbre. Alcuni partecipanti avrebbero fatto ricorso alle cure dei pronto soccorso in Puglia, altri una volta rientrati nelle proprie zone di provenienza e ci sarebbero state segnalazioni anche fuori dall’Italia. In almeno un caso sarebbe stato riferito un quadro clinico più serio, con una setticemia.
Ed è proprio la dispersione geografica dei partecipanti a rendere particolarmente importante distinguere il numero dei casi formalmente presi in carico dalla Asl Bari dal numero complessivo delle persone che potrebbero aver accusato disturbi. Chi, dopo aver lasciato Turi, si è rivolto a un ospedale di un’altra regione italiana o a una struttura sanitaria all’estero potrebbe infatti non essere ancora confluito nella ricostruzione epidemiologica dell’azienda sanitaria barese. La presenza di ospiti già rientrati nei diversi Paesi europei rende quindi inevitabilmente più complesso ottenere in tempi brevi un dato complessivo e definitivo.
La precisazione ufficiale della Asl Bari, diffusa il 16 settembre, parla al momento di sei casi oggetto di verifica: quattro persone risultano ricoverate, mentre altre due sono state dimesse a domicilio. L’azienda sanitaria sottolinea che sono in corso le indagini epidemiologiche per accertare le cause dei disturbi gastrointestinali segnalati da alcuni partecipanti e che, allo stato attuale, non è ancora stata individuata con certezza l’origine dei malori.
Gli accertamenti sono condotti dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Bari, attraverso il SIAV B, Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale, e il SIAN, Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione. Nelle verifiche sono impegnati veterinari e personale specializzato nell’igiene degli alimenti, chiamati a ricostruire la filiera di preparazione, conservazione e somministrazione di ciò che è stato servito durante l’evento.
L’indagine epidemiologica dovrà inoltre ricostruire con precisione che cosa abbia mangiato e bevuto ciascun partecipante, individuare eventuali alimenti comuni tra le persone che hanno sviluppato sintomi e mettere in relazione i casi segnalati in territori differenti. È un passaggio decisivo, perché la comparsa dei malori quando gli ospiti erano ormai distribuiti tra diverse città italiane e Paesi europei rende molto più articolata la ricostruzione dei contatti e delle segnalazioni.
Sul tavolo degli accertamenti resta l’ipotesi di un problema di origine alimentare, ma al momento non esiste ancora una conferma definitiva. Saranno gli esami di laboratorio e l’indagine epidemiologica a stabilire se i diversi episodi abbiano una causa comune e, in caso affermativo, quale possa essere stato l’alimento coinvolto.
A rendere il quadro ancora più articolato ci sono poi alcune indiscrezioni non comprese, al momento, nella comunicazione ufficiale della Asl. Secondo alcune indiscrezioni, anche alcuni degli chef impegnati nel servizio di ristorazione avrebbero accusato disturbi e si sarebbero rivolti ai medici per essere controllati. Dopo gli accertamenti sarebbero stati dimessi in breve tempo, senza necessità di ricovero. Questo elemento, se confermato, potrebbe diventare rilevante ai fini della ricostruzione epidemiologica, ma non consente di per sé di individuare la causa dei malori.
La fotografia che emerge, dunque, resta necessariamente provvisoria. Da un lato ci sono i sei casi attualmente formalizzati dalla Asl Bari; dall’altro esiste una platea di oltre trecento persone provenienti da tutta Europa, molte delle quali avevano già lasciato la Puglia prima della comparsa dei sintomi. È proprio questa circostanza a spiegare perché il numero ufficiale comunicato dall’azienda sanitaria non possa essere automaticamente considerato coincidente con la dimensione complessiva dell’episodio.
Le verifiche dovranno ora mettere insieme segnalazioni sanitarie provenienti da territori diversi, ricostruire la cronologia dei sintomi, confrontare i pasti consumati dai partecipanti e attendere gli esiti degli esami. Solo al termine di questo lavoro sarà possibile stabilire quante persone siano state effettivamente coinvolte e quale sia stata l’origine dei disturbi.

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