aggiornato il 05/11/2010 alle 15:40 da

Operazione “Gibbanza”, commercialista nei guai

CASTELLANA – gibbanza17 ordini di custodia cautelare: 4 in carcere  nei confronti di un giudice della Commissione Tributaria Regionale e di 3 commercialisti e 13 ai domiciliari nei confronti di 7 commercialisti (fra i quali il castellanese Giuseppe Elefante), un funzionario della Commissione Tributaria Provinciale, un funzionario della Commissione Tributaria Regionale, un avvocato, 2 imprenditori e un funzionario di banca. Sono accusati, a vario titolo, di corruzione continuata in atti giudiziari, falsità materiale e ideologica commessa da privati e/o da pubblici ufficiali in atto pubblico e frode processuale continuata in concorso, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, responsabilità amministrativa degli enti. L’inchiesta coinvolge altri 30 soggetti, fra i quali giudici tributari, avvocati, commercialisti e professori universitari. Le indagini hanno evidenziato come  alcune Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali avevano fatto della corruzione il loro sistema operativo. In molte controversie bastava elargire al giudice o al funzionario della commissione “La Gibbanza” – termine dialettale utilizzato in un’intercettazione con il quale si fa chiaramente allusione alla tangente da versare – perché il processo tributario  potesse avere una benevola risoluzione. Regalie più svariate: dalle somme di denaro, ai televisori Lcd, dai personal computer a costosi capi di abbigliamento, fino a nomine in collegi sindacali di importanti società pugliesi. Un sistema di corruzione che – solo negli ultimi 2 anni – ha permesso di quantificare in oltre 100 milioni di euro il danno subito dall’erario (pari al 20% dell’ammontare dei contenziosi definiti nel 2009). Secondo le accuse della Procura barese Giuseppe Elefante avrebbe assunto la difesa formale della società Duo Salus, della quale il consulente Edmondo Caccuri e il socio Giorgio Grimaldi remuneravano il giudice Oronzo Quintavalle affinché si adoperasse per favorire la società nei diversi contenziosi nei quali era coinvolta. Per gli inquirenti, quindi, il commercialista castellanese sarebbe perfettamente consapevole delle criminali operazioni ideate e portate ad esecuzione da Quintavalle, che non a caso risulterà relatore della cause in cui avrebbe fatto intervenire a difesa della società Elefante che avrebbe, quindi, assunto il ruolo di difensore della società, ricevendo direttive precise da Quintavalle.

© Riproduzione riservata 05 Novembre 2010